«Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore». Ha citato il Vangelo di Luca della scorsa domenica Monsignor Luigi Renna, dal 16 gennaio nuovo Pastore della diocesi di Cerignola- Ascoli Satriano, in visita l’altro pomeriggio al Presidio cittadino di Libera nel suo Quartier Generale: la Parrocchia di San Domenico. “Un luogo che profuma di santità”– ha detto l’ex Rettore del Pontificio Seminario Regionale Pugliese  al parroco Don Pasquale Cotugno, coordinatore dal 2010 del Presidio. La Parrocchia, dove per diciassette anni fu primo parroco il venerabile Antonio Palladino, è oggi la casa di tante associazioni, cooperative e cittadini attivi in una “terra meravigliosa ma anche molto amara, ricca di contraddizioni e di fragilità” – come l’ha definita don Luigi Ciotti, durante la sua prima visita a Cerignola, nel gennaio 2015. Un manipolo di uomini e di donne, che opera per la giustizia e la cultura della legalità, che Monsignor Renna ha voluto incontrare e conoscere personalmente, nei primi giorni del suo mandato, “per tracciare un cammino da percorrere insieme. Un cammino a cui è necessario dare – ha detto – nell’anno giubilare della misericordia, un segno caritativo forte”.  Arriva a piedi il neo Vescovo nella Parrocchia di San Domenico. Con stile semplice e sobrio, saluta calorosamente e ascolta con attenzione le testimonianze dei membri del presidio. Testimonianze concrete, a 20 anni dalla storica operazione Cartagine, di come  Cerignola sia una frontiera difficile ma anche esempio di ottime pratiche di costruzione di democrazia, partecipazione, legalità. Come quelle delle cooperative sociali Pietra di Scarto e Altereco e dell’Associazione Volontari Emmanuel, affidatarie di beni confiscati alla mala locale restituiti alla collettività, dove oggi si coltivano i frutti della ‘buona vita organizzata’,  inseriti nelle maglie del mercato equo e solidale, dando occupazione anche a chi proviene da percorsi di devianza. Luoghi dove  oggi sorgono anche centri d’ascolto e di lotta alle tossicodipendenze, centri d’accoglienza per minori e luoghi di aggregazione. Buone pratiche di cittadinanza attiva, all’interno del presidio cittadino di Libera, come quelle dell’associazione di promozione sociale Oltre Babele, che da sei anni mette in piedi un’imponente macchina culturale come la Fiera del Libro e confeziona laboratori didattici, mostre e presentazioni editoriali in un deserto culturale. Ottime pratiche come quella degli Scout che da trent’anni sono per il territorio esempio di civismo responsabile.

Ascoltando le vostre storie – ha commentato il Vescovo Renna – mi sono venute in mente le parole del Vangelo di Domenica. Proclamare la libertà e liberare i prigionieri che sono schiavi di tante altre realtà è quello che voi fate ed è opera stessa di Cristo e della Chiesa. Non posso che essere contento che ci sia un così grande fermento perché, purtroppo, Cerignola  è famosa per altro”.  “La vostra è veramente una semina – ha aggiunto – Non so quanti frutti stiate raccogliendo, però certi frutti si vedono col tempo, come dimostrano le storie di don Diana e di don Pino Puglisi.  Perché una mentalità civica, civile si radichi sono necessari tempo e pazienza, perciò  non scoraggiatevi e continuate a seminare, partendo dai ragazzi. Sentitevi parte di questo cammino di Chiesa che, anche se non ha una sigla nell’associazionismo cattolico, è Chiesa. Sentite che c’è bisogno sempre più  non solo di interfacciarsi  con le comunità parrocchiali ma anche di svegliarle da azioni che sono concentrate su altro”.  Parole di gratitudine e promesse di apertura quelle che il nuovo Vescovo ha rivolto alla comunità locale di Libera.

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In questi giorni a  Cerignola, mi sono reso conto delle sue risorse, ma anche dei suoi problemi. E voi-ha ammesso – riuscite ad intervenire su molti di questi, dal mondo dell’immigrazione, al disagio delle famiglie che vivono il dramma della disoccupazione, delle tossicodipendenze, che hanno membri  agli arresti domiciliari, al fenomeno delle slot machine di cui Cerignola vanta un triste primato. Dobbiamo camminare insieme, a passo sostenuto e sono grato a don Pasquale perché silenziosamente si è fatto carico anche di questo servizio di coordinamento”. “Ma intorno a Cerignola c’è un deserto. – osserva con preoccupazione – Vi chiedo, pertanto, di allargare il vostro raggio d’azione, specie nei 5 Reali Siti”.

C’è anche l’invito ad un profondo e critico esame di coscienza nelle parole del nuovo Pastore della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano. “State attenti che non prevalga il protagonismo a discapito del lavoro in rete, altrimenti il lavoro che si fa è un gigante dai piedi di argilla che prima o poi cadrà. – ha detto- Fate del volontariato, anche se ci sono profitti, la vostra prima vocazione. Non guardate troppo ai libri di esito e di introito. In questo modo, diventate come gli altri.  Il denaro corrompe anche le migliori persone e le migliori intenzioni”. 

Sulle orme di don Tonino Bello, costruttore infaticabile di pace, pastore mite e protettore dei poveri, degli immigrati e degli ultimi, il Vescovo Renna ha mostrato particolare interesse alla realtà di Tre Titoli. Un ghetto di plastica e cartone, sorto nel lontano ’96 a pochi chilometri dal centro di Cerignola. Un luogo di caporalato, droga, prostituzione, dove l’illecito e l’assenza di diritti  sono la  norma e  il concetto di umanità  deragliato, su cui operano costantemente le Figlie della Carità,  e fino a poco tempo fa Emergency, e su cui anche Libera è intervenuta con il progetto “Una campagna di Diritti”.

Una delle preoccupazioni dal punto di vista ecclesiale – ha dichiarato Mons. Renna – è individuare, come il Santo Padre ci ha chiesto, un segno caritativo in questo anno giubilare. Dall’incontro con i sacerdoti e con i vicari episcopali è emersa la necessità di rivolgere un’attenzione particolare al mondo dell’immigrazione con un progetto ben preciso”.  D’altronde, senza opere di misericordia non è possibile vivere appieno l’anno giubilare, ha ricordato Papa Francesco nella bolla Misericordiae Vultus, ed è questo che il nuovo Vescovo ha intenzione di compiere: opere di misericordia. “Inaugurerò l’inizio della Quaresima – ha annunciato – con l’individuazione di luoghi che siano segni di misericordia, perché si viva il Giubileo non solo varcando le porte della Cattedrale”. A tal fine il Vescovo ha annunciato anche delle catechesi ,sul senso della misericordia, che terrà personalmente ogni martedì di Quaresima in Cattedrale. “Aiutate la Chiesa ad assumere questo stile giubilare – l’invito che rivolge ai militanti di Libera – Coinvolgeteci nelle vostre attività, specie in quelle di carattere educativo, per combattere la dispersione scolastica o per seminare la cultura della legalità, come i campi di E…state Liberi. Chiederò ai Direttori dei vari uffici, in particolare all’Ufficio Scuola, – ha promesso – di sottoscrivere queste iniziative e di accompagnarle”. Intanto, in programma c’è anche, in occasione del Giubileo, “una Giornata del Volontariato in cui la città e i comuni limitrofi possano conoscere tutte le realtà di volontariato che operano su questo territorio e che contribuiscono alla sua crescita” – ha annunciato. Un cambiamento di rotta, in linea con il pauperismo di Francesco, già dimostrato con  la vendita dell’auto ricevuta in dono per il suo insediamento. Il ricavato servirà a creare   un centro per i poveri.

Al termine dell’intervento, la comunità di Libera ha mostrato  gli omaggi che ha voluto tributare alla sua nuova guida. Tra questi,  “l’Olio Buono” e “OlioAut InCotto”, prodotti su due beni confiscati (Villa San Luigi e Terra Aut” ndr.) che Sua Eccellenza userà come olio crismatico.  E’ con un invito alla conversione, alla rinascita, come quella di San Paolo,  che Mons. Renna ha salutato la comunità parrocchiale di San Domenico e il Presidio cittadino di Libera, dopo aver celebrato la Santa Messa.

E a chi continua a chiedergli cosa farà da vescovo, risponde con le parole di Don Tonino Bello: “Il Vescovo  è colui che fa suonare le campane”. “Ma il Vescovo – precisa –  dà soltanto il ‘la’, il resto del concerto dovremo suonarlo insieme. Le campane più belle sono quelle della testimonianza cristiana”. Se è vero –  come amava Oscar Luigi Scalfaro – che “il Signore si diverte a fare  luce con le lampadine fulminate”, l’augurio è che anche su questa terra torni la luce.