Tra poche ore il Consiglio Comunale tornerà a riunirsi per affrontare il tema del riordino ospedaliero e le possibili conseguenze-scelte riguardo il nosocomio cittadino. Una discussione che, ad esclusione di quanto fatto in passato e dei progressi oggettivi negli anni della struttura, verterà su ipotesi.

Infatti il piano di riordino ospedaliero in capo al duo Emiliano-Gorgoni resta una grande incognita sia per i cittadini che per la politica regionale stessa. Pare infatti che neanche i consiglieri regionali conoscano il contenuto della bozza di riordino “rigettata” dal Ministero e per la quale ci sarà un mese di tempo per la riformulazione. Tutto è affidato alle indiscrezioni e il piano sembra essere esclusivamente basato su numeri e dati, laddove non vi è oggettivamente una reale conoscenza del mondo sanitario pugliese né da parte di Emiliano né da parte di Gorgoni.

Domani pomeriggio a Cerignola si parlerà di riordino ospedaliero ma su che basi? Chi conosce la bozza? Lo scorso 23 gennaio il direttore di Dipartimento Gorgoni ha dichiarato al Corriere «la rete ospedaliera attuale è esorbitante rispetto al limite di spesa» quindi «l’accorpamento è la soluzione». Ma cosa si accorpa?

L’Ospedale di Cerignola negli anni, grazie all’attenzione dell’allora assessore regionale Elena Gentile, è riuscito a garantirsi un posto di rilievo nella geografia ospedaliera della Capitanata e dell’intera regione. I reparti di eccellenza (Urologia e Otorino), il nuovo Pronto Soccorso, la Fibrosi Cistica e l’Elisoccorso sono solo alcuni dei miglioramenti apportati alla struttura, quando – è bene ricordarlo – anni fa in molti, compresa l’attuale maggioranza in consiglio, tifavano per il fallimento al grido di «meglio chiuderlo, se deve funzionare male».

Venerdì nella sala Divittorio di Palazzo di Città purtroppo Michele Emiliano potrebbe non esserci. Ci saranno invece i vertici ASL, il dottor Rocco Dalessandro, oggi a capo dell’Ospedale Tatarella, e il rappresentante europeo territoriale, che – scherzo del destino – è stato anche assessore alla sanità di questa regione. Nei mesi della delega alla sanità fecero scalpore le azioni “rivoluzionarie” messe in campo dalla Gentile (blitz nei nosocomi su tutti, ndr). A quei tempi l’Ospedale era strumento d’attacco, oggi tutti ne difendono il ruolo.

Oggi, nella più totale assenza di chiarezza in merito alle politiche sanitarie in Puglia, l’Ospedale di Cerignola rischia il declassamento, pericolo da scongiurare con battaglie ad ogni livello istituzionale. Un consiglio comunale sul tema arricchirà la discussione probabilmente, ma non scongiurerà alcun pericolo. Per far questo e controbattere gli eventuali accorpamenti serve conoscere approfonditamente il sistema sanitario, il funzionamento dei presidi e le gerarchie dei reparti, al netto delle demagogie a intermittenza.