La confusione è molta. Qualcuno ci sta anche marciando, perché confondere l’opinione pubblica genera paura e la paura porta alla chiusura.

Provando ad essere chiari e diretti: il Disegno di Legge  Cirinnà non ha nulla a che vedere con il cosiddetto “utero in affitto”.

Favorevoli o contrari, questo aspetto non rientra affatto nel DL.

Cosa dice allora?

Per il Disegno di legge Cirinnà le convivenze tra persone dello stesso sesso devono essere disciplinate nel codice civile con diritti assai simili a quelli derivanti dal matrimonio. Ecco in sintesi cosa prevede il disegno di legge all’esame del Senato. Il testo disciplina le unioni civili per le coppie omosessuali e la convivenza in genere. In sostanza crea un nuovo istituto per coppie dello stesso sesso, «avvicina» le unioni gay al matrimonio introducendole direttamente nel codice civile.

Un testo molto equilibrato, a tal punto da soddisfare (anche se in parte) le richieste della comunità LGBT e da non far creare alcuna barricata significativa al mondo cattolico, almeno quello più progressista: il silenzio sul tema di molti prelati è da interpretare come un “silenzio assenso”, e la scarsa partecipazione delle diocesi al Family Day di sabato 30 gennaio la dice assai lunga.

Proviamo a capire cosa cambierà se il dl dovesse passare:

– sicuramente non toglierà nulla alla cosiddetta “famiglia tradizionale”. Ognuno potrà tranquillamente costruire la propria famiglia così come fatto sino ad ora.

– COSTITUZIONE UNIONE CIVILE: si sottoscrive di fronte a un ufficiale di stato civile, alla presenza di due testimoni e viene iscritta in un registro comunale. È certificata da un documento che attesti la costituzionedell’unione e che deve contenere: dati anagrafici, regime patrimoniale e residenza. Si può scegliere uno dei due cognomi o decidere di adottare entrambi i cognomi.

 – ADOZIONI: estende alle unioni civili la cosiddetta stepchild adoption, ossia l’adozione del bambino che vive in una coppia dello stesso sesso, ma che è figlio biologico di uno solo dei due, prevista dall’articolo 44 della legge sulle adozioni. Nessuna modifica al testo sulla fecondazione assistita.

– CAUSE IMPEDITIVE: L’unione civile non potrà essere realizzata se una delle parti: è ancora sposato, è un minore, salvo apposita autorizzazione; ha un’interdizione per infermità mentale, ha un legame di parentela, è stata condannata per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altra.

– REGIME GIURIDICO: Per quanto riguarda il regime giuridico ovvero diritti e doveri reciproci, figli, residenza, concorso negli oneri, abusi familiari, interdizione, scioglimento dell’unione nel testo Cirinnà si applicano gli articoli del codice civile.

– RECIPROCA ASSISTENZA: Il testo Cirinnà riconosce alla coppia diritti di assistenza sanitaria, carceraria, unione o separazione dei beni, subentro nel contratto d’affitto, reversibilità della pensione e i doveri previsti per le coppie sposate.

L’uscita dal Medioevo sembra essere ormai alle porte. Anche l’Italia regolamenterà queste realtà, che sono già parte della società, già vivono la loro vita di tutti i giorni e hanno tutto il diritto di essere riconosciute e regolamentate.