«Squilli di tromba, rulli di tamburo per annunciare quello che già era stato programmato e avviato con la definizione del piano operativo 2007-2014 e confermato con la programmazione del settennio 2014-2020 approvata in quel di Bruxelles all’inizio dell’estate scorsa quando ancora la giunta Emiliano cominciava a muovere i primi passi». Con queste parole l’On. Elena Gentile ritorna sulla questione riguardante il riordino ospedaliero e le manovre messe in campo, attraverso diversi proclami, dall’attuale Presidente regionale Michele Emiliano.

«Dunque nulla di nuovo accadrà nella nostra sanità che non sia stato ampiamente previsto nelle scelte del precedente Governo regionale – precisa l’Eurodeputata -. Da Ceglie a Conversano, da Massafra a Triggiano, da Trani a Torremaggiore, da San Nicola a Montesantangelo (solo per citarne alcuni) sono a disposizione dei pazienti strutture territoriali (allocate prevalentemente in ex presidi ospedalieri) in grado di soddisfare la domanda di salute prevalente  e la domanda di presa in carico delle persone (anziane e disabili) non autosufficienti. Per non parlare delle tantissime strutture distrettuali nate ex-novo nei comuni più piccoli: da Accadia ad Ascoli, da san Nicola a Casamassima, ricordando anche gli hospice ed i centri risveglio già deliberati e non ancora realizzati per i ritardi nell’esecuzione di cui sono responsabili le Asl». 

«Il piano di riordino ospedaliero con le tipologie organizzative che oggi sono state ovviamente confermate e la rifunzionalizzazione dei nosocomi in strutture territoriali anche queste dimensionate per rispondere alla domanda di salute maggiormente rappresentata sono patrimonio della storia già scritta – precisa l’ex delegata alla Sanità della Giunta Vendola –Insomma è bastato rovistare nel cassetto in alto a sinistra di quella che fu la scrivania degli assessori alla sanità per confermare, così come di fatto è avvenuto l’impianto complessivo del piano dei servizi nella nostra regione. Parlare di investimenti in infrastrutture (di cui l’intero territorio regionale ha già beneficiato) che dovranno essere animate da nuove figure professionali tutte da reclutare con le procedure concorsuali relative alle ipotetiche deroghe che dovranno essere autorizzate così come avvenuto nel recente passato e che oggi sono state messe a concorso non significa aver cambiato il futuro delle politiche della salute». 

«Rivoluzione quella annunciata da Emiliano? Assolutamente no! Piuttosto una resa – conclude Gentile –, difficile da accettare (dopo l’annuncio reiterato di voler cambiare tutto) all’evidenza delle cose già fatte. Buona fortuna dunque al presidente Emiliano con l’augurio sincero che i ritardi accumulati in questo scorcio di legislatura non facciano ritornare indietro la Puglia imbrigliandola in un nuovo piano di rientro di cui il “passato” non avrebbe responsabili».