La questione del riordino ospedaliero in Puglia muove le coscienze cittadine e la politica locale, seppur confusamente, prova a capire quali manovre potrebbero essere messe in atto per scongiurare il declassamento della struttura cerignolana. Ieri il Sindaco Franco Metta è intervenuto con una nota stampa che annuncia e non chiarisce cosa realmente sia possibile fare. Un’instabilità che, provenendo dalla massima istituzione cittadina, non fa altro che contribuire ad allarmare maggiormente i cerignolani. «Ancora, sempre, notizie frammentarie, incomplete. Non per questo meno allarmanti. Il Piano di Riordino ospedaliero che la Regione presenterà al Governo il 29 febbraio non prevede, per la Provincia di Foggia, nessun ospedale di Primo Livello. Questo significa che l’ospedale “Tatarella” dovrebbe diventare ospedale di base, con una evidente, inaccettabile e penalizzante retrocessione – dichiara Metta –. Significa reparti da chiudere, ricettività ridimensionata, scelte non condivisibili. Il tutto senza alcuna consultazione, senza che siano state almeno valutate le motivate istanze dei territori. Per quel poco che è dato sapere, Foggia confermerebbe il 2° livello, mentre la provincia di Foggia – unica in Regione – non avrebbe ospedali di 1 livello. Retrocessioni per San Severo e Manfredonia, sostanziale chiusura (loro la chiamano accorpamento) per Lucera. Lacrime e sangue, annunciava Emiliano, ma così si fa strage di buonsenso ed equilibrio, senza realizzare nemmeno gli obbiettivi che ci si riprometteva di conseguire. Se questo è il Piano, bisogna combatterlo, in nome della funzionalità e di quello stesso “risparmio“ che, invece, si annuncia spreco di professionalità e danno per la salute pubblica. Chiedo umilmente al Presidente Emiliano di aggiornarci in forma ufficiale – chiosa il cicognino –Siamo stremati da questo silenzio». 

Anche Rino Pezzano, a nome del gruppo di maggioranza Capitanata Democratica, richiama l’attenzione sul tema chiedendo di mettere da parte le polemiche. «Non è il momento delle polemiche, ma abbiamo il dovere di unire le forze e sostenere tutti il sindaco di Cerignola in una battaglia che, se dovesse vederci soccombenti, ci farebbe tornare indietro nel tempo e farebbe emergere scelte passate poco lungimiranti. Sarebbe troppo facile per noi attribuire la responsabilità della scelta al partito di riferimento del Presidente della Regione e del Presidente del Consiglio dei Ministri – aggiunge Pezzano -, ma il senso di responsabilità ci porta a mettere da parte, per il momento, le appartenenze partitiche. Occorre che la Capitanata risponda compatta, anche perché è l’intero territorio ad essere penalizzato. Anche se il Presidente della Regione ha assicurato che il riordino ospedaliero è una opportunità di miglioramento e di efficientamento dell’assistenza su tutto il territorio – conclude Pezzano – abbiamo dieci giorni per presentare le nostre rimostranze e far si che i nostri cittadini non vengano penalizzati da queste decisioni».