Si è tenuto stamane il sit-in di protesta davanti alla sede dell’Ospedale “Tatarella” di Cerignola per dire un no fermo al processo di declassamento della struttura proposto dal piano di riordino ospedaliero firmato Michele Emiliano«L’ospedale è un bene comune, come si fa a stare fermi e non agire contro un provvedimento simile? – si chiede Lucia Lenoci, una delle promotrici dell’iniziativa denominata “Mo Avast”Noi diciamo basta, non siamo disposti ad accettare il declassamento di una struttura così importante». 

Tra i presenti anche il Direttore Sanitario del nosocomio, Rocco Dalessandro«Sono qui per testimoniare la mia vicinanza e solidarietà a una manifestazione che reputo più che giusta. Questo provvedimento sembra tener conto esclusivamente del dato economico senza valutare realmente l’utenza delle diverse strutture, la geografia delle stesse e le eccellenze che qui ci sono – ha precisato il Direttore -. Ad esempio si parla di ostetricia che per legge potrebbe essere chiusa perché conta circa ottocento parti l’anno, contro i mille previsti per mantenere il reparto; mi chiedo che senso ha guardare solo al dato numerico? La salute non è fatta di numeri. Penso, inoltre, alla rianimazione: che senso avrebbe una struttura ospedaliera senza rianimazione? Io credo che, in questi pochi giorni di tempo che abbiamo – ha chiosato Dalessandro -, possiamo fare qualcosa e sono fiducioso che dei margini per rivedere il provvedimento ci siano».

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La manifestazione, invero poco partecipata per via del poco tempo di pubblicizzazione, ha visto la partecipazione di una quarantina di persone circa, molti dei quali operatori sanitari, e di pochissimi esponenti politici locali (qualche Consigliere di maggioranza e opposizione, ndr.) con la ‘rumorosa assenza’ del Primo Cittadino, Franco Metta«Abbiamo invitato tutti, anche l’amministrazione comunale e il Sindaco. Faremo la stessa cosa anche per giovedì, perché si tratta di una questione troppo importante per la città», ha affermato Michele Bellomo uno degli organizzatori insieme ad Antonietta Scardigno e Pio Grieco.

Infatti, proprio per giovedì 25 febbraio, alle ore 19 in Piazza Duomo ci si riunisce per dare il via a una fiaccolata pacifica (che partirà per le ore 20 e attraverserà le via principali del paese, ndr.) per far sentire la propria voce di protesta sperando in un ripensamento da parte dei quadri regionali. Per l’occasione, inoltre, le serrande delle attività commerciali saranno poste a mezza altezza in segno di vicinanza e partecipazione a una iniziativa che interessa il futuro dell’intera cittadina.

  • fabio

    l assenza del sindaco va capita.era impegnatissimo per dare direttive per la chiusura di questa sera dalla zona castello fino a corso roma

  • Pinuccio Bruno

    Ben venga la fiaccolata, ma è un palliativo. Occorre una forte protesta di piazza e ad organizzarla devrebbero essere i partiti. Ma questi, essendo collusi con sporca politica non faranno nulla. Però, alle elezioni si presentano per essere votati. Spero di essere smentito!

  • Berlusca

    La sentenza è stata emessa ed Emiliano ha detto che non ci sarà nessun ripensamento. Ma costui non è del PD amico di nefanda della Grntile e di Renzi è anche di Ventola una volta. Prima le distruggono le cose poi vogliono correre ai ripari o trovare il capo espiatorio .

  • Belusca 2

    Adesso che sono scese in campo la Lenoci e la Scardigno l’ospedale non sarà più declassato . Grazie di esistere hahaha