Si è svolta ieri sera, con appuntamento alle ore 19:00 in Piazza Duomo, il corteo pacifico organizzato dal comitato spontaneo di cittadini “Mo Avst” contro il declassamento della struttura ospedaliera cerignolana proposto da Michele Emiliano. Oltre 2000 persone, secondo le prime stime, le persone che hanno sfilato dalla piazza centrale di Cerignola verso il piazza Matteotti, per poi risalire su viale Roosevelt, e proseguire passando per via Bologna, viale Fratelli Rosselli, via Puglie, via Milano, viale Paolo Borsellino, corso Aldo Moro terminando all’ingresso principale del Comune.

Corteo Franco MettaElementi distintivi, oltre alla massiccia partecipazione, la sobrietà nel rivendicare giustizia per una città che tanto ha dato e ancora molto può dare, in termini di supporto ospedaliero, non solo ai residenti ma anche a tantissime realtà limitrofe, come testimoniato dalle presenze di rappresentanti dei Cinque Reali Siti e di Lucera«Non è la data definitiva, il punto di arrivo, il 29 febbraio ma solo una tappa di un lungo percorso che non ci vedrà soccombere o tacere di fronte a un provvedimento scellerato – ha affermato Franco Metta nel breve intervento a fine corteo -. Alla riunione dei sindaci con Emiliano sarà difficile avere un contraddittorio diretto ma vi garantisco che dalla regione non vi è la più pallida idea di come attuare questo piano. Se credono che a fine mese finirà la nostra protesta si sbagliano perché la vera svolta sarà quando dovranno mettere in pratica il provvedimento, sarà lì che dovranno fare i conti con la città».

Michele Bellomo, uno dei promotori del comitato spontaneo, ha letto un breve ma significativo documento che sarà sottoposto al Presidente regionale: «Sostanzialmente chiediamo a Emiliano di rileggere questa idea assurda, perché noi diciamo no al declassamento dell’ospedale spiegando, in questo documento, tutte le ragioni che vedono la nostra struttura protagonista sia da un punto di vista geografico, con due snodi autostradali nelle immediate vicinanze, sia per le eccellenze e particolarità che ci sono, come ad esempio Fibrosi Cistica, la Dialisi e la Rianimazione».

Solidarietà, vicinanza e grande sostegno giungono anche dal nuovo pastore della Diocesi di Cerignola-AscoliCorteo Vescovo Renna Satriano, Mons. Luigi Renna, che intervenendo a chiusura della manifestazione ricorda come sia «fondamentale il dialogo tra le istituzioni e i cittadini; la dottrina della Chiesa ci insegna che sono due i grandi diritti che una società civile deve difendere a ogni costo: la formazione e la cultura, e la sanità e la salute. L’attaccamento al territorio che questa sera la città di Cerignola sta dimostrando ci fa comprendere come l’ospedale Tatarella sia un bene da difendere; l’ho anche individuato come luogo giubilare della nostra comunità ancor prima di sapere cosa stesse succedendo. Le questioni di carattere economico. Una politica che non organizza la speranza  – ha concluso il Vescovo – è una politica di basso respiro, è miope; ce lo ha ricordato qualcuno che il politico guarda alle prossime elezioni, lo statista guarda alle prossime generazioni. L’auspicio è di prevenzione, affinché questa città possa evitare che si manifestino situazioni del genere; vedere un territorio che si depaupera di presidi istituzionali deve essere superato provando a prevenire e a capire come agire prima che ciò si verifichi, affinché prevalga la logica della crescita del territorio».

(Fotogallery della manifestazione)

Questo slideshow richiede JavaScript.

  • Contro Emiliano sempre!!!!!

    2.000 persone su quasi 60.000 abitanti é una percentuale molto bassa!!!!! I cerignolani preferiscono dormire e non interessarsi del loro paese!!!!!!

  • Contro Emiliano sempre!!!!!

    Non vogliono declassarlo l’ Ospedale di Cerignola, é il primo passo per chiuderlo definitivamente!!!!! Dormite, dormite………