L’infinito di tira e molla a cui Michele Emiliano sta sottoponendo la sanità pugliese pare non arrestarsi ancora. Seppure oggi si decide in Giunta il futuro della sanità della Puglia – nel silenzio assordante (sul tema) dei due assessori di Capitanata -, non si arrestano le proteste a margine delle rassicurazioni più o meno credibili del Governatore.

Nella serata di ieri il Sindaco di Puglia apostrofa come “cretini” coloro che “vanno agitando il mondo” salvo poi ricredersi e modificare il post dopo qualche minuto. Tuttavia il messaggio è più che chiaro: «rimarrà aperto con tutti i reparti e specialità presenti». Il Sindaco di Cerignola Franco Metta precisa e incalza: «la parola di un uomo serio vale impegno. E come tale la prendo».

La questione sembra chiusa ma così non è. Perché, leggi alla mano, non può esistere un ospedale di base “rafforzato”, ipotesi esposta sabato mattina dal Governatore a proposito di alcuni ospedali che retrocederanno al livello base (come Cerignola, ndr). L’ospedale o è di primo livello o è di base, perché la classificazione l’ha definita il Ministero, e salvo smentita o indiscrezioni in possesso di Emiliano, non può esistere una nuova categoria (quella dell’ospedale di base rafforzato, ndr) pensata ad hoc per la Capitanata. Giusto per sfare un esempio, il sistema informatizzato delle prestazioni sanitarie ad esempio, non recepirebbe da un ospedale di base il parto e di certo non conosce e riconosce gli ospedali di base rafforzati.

Michele Emiliano rischia di affossare definitivamente la sanità Pugliese utilizzando acrobazie verbali che non trovano applicazioni nel concreto. Nelle scorse settimane ha più volte confermato che bisogna purtroppo razionalizzare, a seguito di direttive provenienti da Roma. Ma «Emiliano, combattivo su ogni tema, vedi Tap, trivelle e Xylella, con il Governo nazionale, proprio sulla sanità accetta supinamente la linea nazionale dei tagli?», afferma l’ex-assessore alla sanità Elena Gentile. «Il sistema, così come lo abbiamo lasciato era sano, senza problematiche particolari e fuori dal piano di rientro. La Puglia – conclude – non ha bisogno di declassamenti e altre chiusure».

L’idea che il Governatore stia confezionando un piano inadeguato sembra con i giorni prender piede. Un piano con all’interno una deroga per Lucera (altra anomalia, ndr) e ospedali di base “rafforzati” sarebbe di certo rigettato, aprendo la via al commissariamento della Sanità in Puglia. Ma perché una strategia tanto suicida? «Perché Emiliano ha ingaggiato da tempo una battaglia con Matteo Renzi – ha raccontato in un’intervista Elena Gentile – e questo potrebbe essere un ulteriore terreno di scontro, una buona ragione per mettergli tutti i pugliesi contro».

Se è vero, come lo è, che in politica il giorno dopo l’elezione si comincia a lavorare per la successiva competizione, Michele Emiliano potrebbe già essere a lavoro per la segreteria nazionale del Partito. Il Piano passerebbe così in secondo piano, e a confermarlo sarebbero anche certe azioni del Governo regionale. Ad esempio sono stati convocati mercoledì mattina i rappresentati delle sigle sindacali mediche, proprio quando il piano sarà già a Roma e il parlare non servirà a molto.

Le conclusioni saranno presto a portata di tutti, in considerazione del fatto che, come dichiarato dal Direttore Sanitario incaricato dell’Ospedale di Cerignola, dott. Rocco Dalessandro, «ogni operazione che vada a variare i ruoli e le funzioni che hanno oggi i presisi ospedalieri dell’intera Capitanata porterebbe ad una implosione del sistema, con evidenti disservizi per tutti i cittadini della provincia di Foggia». Nelle prossime ore ulteriori aggiornamenti. O il proseguo di uno sterile botta e risposta.