“Bene la convocazione del tavolo latte da parte dell’Assessore all’Agricoltura Di Gioia – dice il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – auspicando che possa portare ad un accordo sul prezzo del latte alla stalla in Puglia che metta d’accordo tutti i soggetti della filiera dalla produzione alla trasformazione.  Abbiamo richiesto la convocazione del tavolo già da gennaio, quando abbiamo denunciato la decisione di alcuni caseifici locali che in maniera unilaterale hanno ridotto il prezzo del latte alla stalla. Sono inaccettabili, tra l’altro, le dinamiche secondo le quali – aggiunge Cantele – un litro di latte alla stalla costa nella migliore delle ipotesi 37/38 centesimi – stesso prezzo di 20 anni fa – e un litro di latte al consumo costa da euro 1,30 fino ad euro 1,60 o un chilo di mozzarelle – vendute nel supermercato – quasi 10 euro al chilo. Nel 2015 il valore finale distribuito all’agricoltura all’interno della filiera è sceso dal 17 al 14 per cento e la differenza tra i prezzi pagati dal consumatore e il prezzo riconosciuto agli allevatori è la più alta d’Europa”.

In Puglia a fronte dei 1.939 allevamenti che producono 3,6 milioni di quintali di latte bovino, le importazioni di latte dall’estero raggiungono i 2,7 milioni di quintali e i 35mila quintali di prodotti semi-lavorati quali cagliate, caseine, caseinati e altro, utilizzati per fare prodotti lattiero-caseari che vengono, poi, ‘manipolati’ e trasformati in prodotti lattiero-caseari ‘Made in Puglia’. Per questo in soli 10 anni hanno chiuso circa 3.800 stalle, una agonia veloce e drammatica degli allevamenti, con un crollo pari ad oltre il 58% del patrimonio zootecnico pugliese.

“La vera e unica indicizzazione di cui il comparto zootecnico ha bisogno è il vincolo indissolubile – incalza il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – tra il prezzo del latte alla stalla e il costo di latte e formaggi che i consumatori acquistano nei negozi e nei supermercati. Inoltre, considerate le difficoltà dei nostri allevatori, chiediamo una moratoria sui debiti degli allevamenti da latte e da carne bovina e suina per non fare chiudere le imprese agricole che da troppo tempo sono costrette a lavorare con prezzi di vendita al di sotto dei costi di produzione. Servono misure nazionali di rapida attuazione con una moratoria su mutui e prestiti agli allevamenti di 24/36 mesi, nonché un riposizionamento debitorio dal breve al medio lungo termine ed un impegno straordinario sui fondi di garanzia”. E’ una necessità – sottolinea Coldiretti – che può accompagnare il position paper che l’Italia presenterà alla Commissione europea che prevede anche l’obbligo di etichettatura di origine per fermare le importazioni dall’estero di semilavorati da spacciare come Made in Italy.

Solo una busta di latte UHT su 4 venduta in Italia è prodotta con latte italiano. Oltre all’inganno a danno dei consumatori – sostiene Coldiretti – si tratta di concorrenza sleale anche nei confronti dei trasformatori che utilizzano esclusivamente latte fresco.

La definizione di un parametro condiviso per l’indicizzazione del prezzo del latte è un passo avanti importante per ‘costruire’ un prezzo che sia sostenibile per gli allevatori e tenga conto di costi di produzione e prezzo al consumo. Il consiglio per i consumatori – conclude Coldiretti Puglia – è di stare attenti ai prezzi di vendita dei prodotti.