FOGGIA. La Resistenza è ora, è sempre. La memoria della lotta di Liberazione dal nazifascismo non è soltanto storia, ma lezione per vivere e agire oggi contro razzismo, xenofobia, corruzione della vita politica e criminalità, per la piena attuazione della costituzione e la costruzione di una società capace di affrontare le disuguaglianze. Ripartono da qui, il prossimo 15 aprile 2016, il programma e le azioni dell’ANPI Foggia, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Venerdì 15 aprile, alle ore 17, nella sala del Museo Civico di Foggia (piazza Nigri 1) si terrà il congresso provinciale dell’ANPI Foggia. “E’ un momento molto importante, perché sarà un’assemblea di ricostruzione”, dichiara Michele Galante, presidente provinciale ANPI.

“La campagna di tesseramento è già iniziata. Il congresso provinciale guarda già al 25 aprile e al settantesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana, che si celebrerà il 2 giugno”. Possono iscriversi all’ANPI Foggia tutte le persone che condividono gli ideali e i valori dell’antifascismo. Ad aprire il congresso, sarà la relazione di Michele Galante. Concluderà i lavori l’intervento di Luciano Guerzoni, presidente vicario ANPI Nazionale. “C’è moltissimo lavoro da fare”, annuncia Galante. A cominciare dalla ricostruzione storica del contributo che Foggia e la Capitanata diedero alla Liberazione. Nel 2010, Giovanni Novelli presentò il primo quaderno dell’associazione, una pubblicazione intitolata “Scelsero la libertà. La daunia nella Resistenza”, raccolta di vari autori sul contributo di donne e di uomini della Capitanata alla lotta che liberò l’Italia dal giogo nazifascista. In quella occasione, fu lo storico Vito Antonio Leuzzi, da direttore dell’Ipsaic (Istituto di Storia dell’Antifascismo e della Resistenza), a ricordare il prezzo pagato da Foggia e dalla sua provincia durante gli anni che vanno dalla seconda guerra mondiale alla nascita della Repubblica. Ecco quanto, a proposito di quella presentazione, si legge in un articolo di sei anni fa in cui Geppe Inserra raccolse le dichiarazione di Leuzzi: “La Medaglia d’oro al valore miliare attribuita alla città di Foggia dopo quella al valore civile è sacrosanta perché il capoluogo dauno fu teatro di numerosi episodi di antifascismo militante e perché tutta la Capitanata si distinse, all’indomani dell’8 settembre 1943 per gli episodi di resistenza dei confronti dei tedeschi, la cui ritirata fu quanto mai cruenta.
 La Capitanata fu la provincia che in Puglia pagò il prezzo più alto nella lotta di liberazione nazionale”. Sono tanti i nomi, i volti, le storie e gli atti di eroismo compiuti da uomini della provincia di Foggia che lottarono da partigiani in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e in altre aree del Paese.