Oggi arriveranno due cattive notizie da Roma e matureranno nella medesima riunione che si terrà al ministero della Salute. Il piano di riordino ospedaliero è da rivedere. E la Puglia non può ancora considerarsi fuori dal Programma operativo (la fase di uscita dal Piano di rientro): per questo dovrà acconciarsi a rimanere ancora sotto la supervisione del governo. La Regione incontrerà, nel pomeriggio, i rappresentanti del ministero della Salute, quelli dell’Economia e dell’istituto superiore di sanità. In agenda è la verifica sugli adempimenti relativi al Programma operativo 2013-2015 e il soddisfacimento dei Lea (livelli essenziali di assistenza). Il riordino ospedaliero, approvato dalla giunta all’inizio di marzo, formalmente non figura all’ordine del giorno, se non come un tassello del più generale quadro del programma operativo.

Secondo indiscrezioni circolate a Roma, il governo si prepara a impartire una doppia bocciatura. La prima (generale) sul raggiungimento degli obiettivi previsti nel Programma operativo. La seconda (particolare) sul riordino ospedaliero. A questo proposito la valutazione del governo è che il documento preparato dalla giunta sia da considerarsi inadeguato. Manca, infatti, di un adempimento considerato indispensabile: la rete dell’emergenza/urgenza (i punti di soccorso e di relativa assistenza). Il ministero ritiene il dispositivo di emergenza-urgenza come l’ossatura alla quale connettere la rete ospedaliera. Il riordino, dunque, deve “seguire” e non “precedere” l’allestimento dell’emergenza/urgenza (va detto che la Regione ha sempre contrastato questa prospettazione). Inoltre, in più punti, l’offerta ospedaliera è da considerarsi ridondante rispetto ai parametri previsti dalla normativa di riferimento: il decreto ministeriale 70 del 2015.

La delibera di giunta, approvata all’inizio di marzo, sembra destinata ad essere rivista. Forse Michele Emiliano congetturava un esito del genere quando ieri mattina ha chiesto alla commissione Sanità del Consiglio regionale di fermare i lavori sul riordino ospedaliero e attendere le valutazioni di Roma. La commissione deve esprimere un parere obbligatorio ma non vincolante . Emiliano ha chiesto di rinviare l’esame e il correttivo a dopo il giudizio del governo. «La giunta – dice il governatore – considera il riordino una delibera perennemente aperta e suscettibile di modifiche. Se la commissione desidera conoscere l’evoluzione del piano per adeguarlo in maniera realistica e con l’ambizione di apportarvi modifiche, noi ci stiamo. Ci impegniamo a considerare centrale questa interlocuzione permanente». Ma non è solo questo il punto cruciale. Secondo il governatore la Puglia soffre, non da ora, di un pesante sottodimensionamento in termini di personale e risorse (20mila addetti e 800 milioni in meno, rispetto all’Emilia a parità di popolazione). Emiliano vuole ingaggiare con il governo un confronto serrato su questo punto ma anche su altri temi, come il destino dell’Acquedotto.

«Se ci coordinassimo tra noi, maggioranza e minoranza, e poi con le altre Regioni, come sulle trivelle, sarebbe eccezionale». Dura le risposte delle opposizioni. «Emiliano ha bypassato per settimane — replicano Andrea Caroppo e Nino Marmo di FI — le numerose proposte di modifica da noi avanzate e oggi chiede un sostegno. Un giochetto inutile: come possiamo sostenere un documento “lacrime e sangue”, che chiediamo insistentemente di modificare? Il governatore riserva alla Puglia il trattamento che Renzi riserva a lui. Cioè: nessuna condivisione ma persistente arroganza». I 5 Stelle parlano di «richiesta strumentale». «Il governatore — dicono — chiede una delega in bianco che non possiamo concedere per due motivi: questo riordino è pressoché illegittimo e non rispondente ai dettami del decreto 70, quindi da rifare; in secondo luogo vorremmo sapere come la Regione intende rispondere al governo sul blocco delle assunzioni e sulla dotazione finanziaria insufficiente».

Tratto da corrieredelmezzogiorno – di Francesco Strippoli – 7 aprile 2016

  • EMILIA NO

    IL GRANDE EMILIANO
    IL GIGANTE BUONO (SOLO A PARLARE)
    L’UOMO CHE HA BANCHETTATO CON TUTTI (MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE)
    IL DIFENSORE DELLA CAPITANATA (UNA PARTE, LA PEGGIORE)
    IL PRESIDENTISSIMO DEI MIEI CO…NCITTADINI
    –> NON SEI NEMMENO IL FANGO CHE CALPESTA NIKI VENDOLA NEI GIORNI DI PIOGGIA <–

  • Tonio

    IL GRANDE EMILIANO
    IL GIGANTE BUONO (SOLO A PARLARE)
    L’UOMO CHE HA BANCHETTATO CON TUTTI (MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE)
    IL DIFENSORE DELLA CAPITANATA (UNA PARTE, LA PEGGIORE)
    IL PRESIDENTISSIMO DEI MIEI CO…NCITTADINI
    –> NON SEI NEMMENO IL FANGO CHE CALPESTA NIKI VENDOLA NEI GIORNI DI PIOGGIA <–

  • paese assurdo

    Ma che vi copiate i commenti, che paese assurdo