Dal primo ottobre 2015, Poste Italiane ha avviato in maniera graduale la nuova rivoluzione dei recapiti. La riforma, nella sostanza, introduce su delibera dell’Agcom, la consegna a giorni alterni sul 25% del territorio nazionale, oltre a prevedere incrementi tariffari sia per la posta ordinaria che per quella prioritaria. L’accordo è stato firmato a settembre da tutte le sigle sindacali di categoria.

In questa provincia la sperimentazione del nuovo modello di recapito a giorni alterni,  partirà a giugno p.v. e coinvolgerà tutti i paesi,  dal Gargano al Subappennino, così come nei bacini più grandi come Cerignola, Foggia, Lucera, Manfredonia, San Severo, Sannicandro G.co, San Menaio, Deliceto, San Giovanni Rotondo, per una perdita di circa 100 unità e con 86 zone di recapito in meno.

“Sono ancora troppe le nubi che incombono su questo nuovo modello – spiega Antonio Lepore, Segretario della Cisl Poste –  Stiamo per questo motivo valutando se non ci saranno in itinere cambiamenti, seriamente ad una eventuale modifica dell’accordo firmato. Mancano ad oggi ancora strutture e mezzi idonei, e tutto si ripercuote sulla qualità del servizio al cittadino e sul lavoro del portalettere che, ricordiamo, con questo sistema diventerà titolare di due zone invece che una e ciò significa dover imparare velocemente due nuove aree da servire, con tutti i disagi che ne seguiranno“.

La preoccupazione del Sindacato è la stessa di alcuni sindaci che si sono rapportati nei giorno scorso con l’organizzazione sindacale foggiana: “Poste avrebbe dovuto informare i Comuni interessati a questo nuovo modello ma, a quanto ci hanno riferito gli stessi primi cittadini, nessuno ha comunicato nulla, aumentando il clima di incertezza e di preoccupazione dei cittadini”.

In alcune regioni dove è già partita la riorganizzazione, risultano tantissime criticità soprattutto  per l’inadempienza degli accordi sottoscritti.

Questo è, secondo il sindacato maggiormente rappresentativo in Poste, il problema più di questa nuova riorganizzazione: “Da sempre la CISL – continua il sindacalista – ha chiesto di rispettare regole e accordi ma spesso questi sono stati disattesi dall’azienda.  A questo si aggiungono le eccedenze del personale che si quantificano in questa provincia in quasi 100 risorse e con che alla fine dell’implementazione saranno solo in parte riqualificati agli sportelli degli uffici postali”.

Dunque si preannuncia un vero e proprio tsunami in Poste Italiane e la preoccupazione del sindacato spaventa non poco i lavoratori del recapito.
“Perdere circa 100 posti di lavoro riteniamo eccessivo per una provincia vasta come Foggia. Pretenderemo e vigileremo sull’applicazione dei contenuti degli accordi per dare responsabilmente qualità del servizio, diritti ai lavoratori e speranza ad una categoria che da sempre crede in POSTE ITALIANE”.