A meno di un anno dal cambio ai vertici del Governo cittadino la città si ritrova divisa e intenta nel giustificare o dare addosso a chi ne tiene le redini. Se questa è stata una buona amministrazione lo dirà il tempo, ma prima del giudizio storico vi è quello dei cittadini, di coloro che alla prossima occasione useranno la matita per premiare o per punire.

Difficile attendere cinque anni per dare un giudizio, difficile anche per coloro che interni alla maggioranza scalpitano per un po’ di visibilità in più o muovono carte e uomini per provare a fare quel salto dal consiglio alla Giunta, giustificando tutto sotto l’ombra del “rilancio”.

Data per acquisita la poca esperienza amministrativa, i cittadini si aspettavano comunque di più. Tra le principali lamentele vi è l’intangibilità di un reale cambiamento (il “non è cambiato nulla”) e l’accento sbiadito su legalità e questione sicurezza. Aggravante di tutto ciò sono i continui episodi delinquenziali in città e, ancor più, le parole del Sindaco qualche giorno addietro sull’ultima operazione di contrasto all’abusivismo di venditori d’ortofrutta.

Se è vero che i cittadini non sono mai contenti e esiste sempre una fetta di malcontento, in molti non prospettavano a meno di un anno dal voto l’ombra di un rimpasto, le “complicazioni” sul fronte rifiuti e discarica, alcuni atti amministrativi ampiamente criticati (gli affidamenti diretti ad esempio), progetti urbanistici in alto mare e la spaccatura dell’unitaria Coalizione del Cambiamento (dall’unico gruppo a due, forse tre, gruppi consiliari).

Se molti al voto “di testa” preferirono il cosiddetto voto “di pancia”, quello catturato ricorrendo a promesse verosimilmente realizzabili, oggi quegli stessi voterebbero chiunque promettesse loro un cambiamento rispetto alla realtà odierna. Soprattutto rispetto a legalità e sicurezza. I cittadini che non si sentono al sicuro nella propria città/paese sono anche quelli più spietati nei confronti di una politica che si dimentica di loro. Esistono esempi chiari ad ogni latitudine (vedasi il successo di molte formazioni politiche di estrema destra in tutta Europa, ndr).

Il rilancio che chiede Cerignola, almeno quello che si percepisce e che i lettori raccontano, è un rilancio di legalità e non di posizionamenti dei politici di turno. Si vorrebbe vivere in una città nella quale si riducono gli episodi di microcriminalità, in cui il malaffare sia combattuto con forza. Una Cerignola tanto pulita quanto sicura, in cui non è pericoloso passeggiare all’imbrunire in strade secondarie o all’interno della Villa Comunale. Una città in cui il Sindaco e l’Amministrazione siano “sempre” al fianco delle Forze dell’Ordine.