E’ di Manfredonia uno dei nuovi volti di Gomorra 2, la serie tv italiana più amata al mondo, ispirata al best seller di Roberto Saviano, che, giunta alla sua seconda stagione, ha segnato il miglior esordio di sempre per una serie TV sulle reti Sky, con 1.186.000 telespettatori per la prima puntata (un incremento dell’ 80% rispetto alla prima stagione ndr.). Si tratta di Anna Brancati, 38 anni, mamma di due figli di 12 e 11 anni, che dalle strade della bella città sipontina è balzata sugli schermi della serie tv del momento. Martedì sera, nel corso della seconda puntata, la bella Anna è apparsa nei panni della titolare della boutique in cui “Scianel”, boss di Scampia e nuovo personaggio-chiave di questa seconda stagione, dà inizio al quarto episodio di quello che è stato definito  “il miglior prodotto seriale italiano”, tradotto in 120 Paesi. 12 nuovi episodi in onda su Sky in contemporanea in Italia, UK, Irlanda, Germania e Austria,  prodotti da SkyCattleya e Fandango con la collaborazione di LA7 e Beta Film, che raccontano la storia e le rivalità tra due potenti clan della Camorra, i Savastano e i Conte, due “famiglie” criminali in lotta per il controllo del potere e dei traffici illegali del territorio campano.  Seppur solo in qualche scena, Anna entra a far parte a pieno diritto di un fenomeno di culto mondiale che fa record di ascolti battendo, addirittura, la sesta stagione di Game of Thrones e la quarta di House of Cards. Un esordio in grande stile per la bella Anna che, prima della partecipazione a Gomorra 2, era completamente estranea al mondo dello spettacolo. “A causa della mia timidezza non ho mai recitato prima,- racconta a lanotiziaweb- nemmeno alle recite scolastiche. Del mondo dello spettacolo mi ha sempre affascinato il lavoro ‘dietro le quinte’”- racconta. Infatti Anna, nata e cresciuta nel centro sipontino da genitori napoletani, cresce con la passione per il cinema e l’arte, ma dall’altra parte della macchina da presa. Si iscrive alla Facoltà di Costume e Moda all’Università di Urbino ma poi, diventata felicemente mamma, mette nel cassetto ogni velleità artistica, dedicandosi completamente alla sua famiglia.  Madre, viaggiatrice, buddhista e donna impegnata nel sociale, cinque anni fa fonda l’associazione culturale “Determino gli Eventi” diventando promotrice della campagna nazionale e internazionale Senzatomica, nata a Firenze nel 2011, volta all’abolizione delle armi nucleari. Per l’occasione, ottiene il coinvolgimento di noti artisti del mondo della musica, del cinema e della televisione, come Edoardo Bennato, padrino di una grande manifestazione  svoltasi a luglio 2014 nell’oasi verde tra Chiaiano e Scampia, per dire basta alla camorra e alle armi. E’ qui che, per la prima volta, circondata da alcuni dei volti più famosi, si sente dire “perché non provi a recitare? E’ così, venuta a sapere di Casting per Gomorra 2, con i consigli dell’amica Barbara De Rossi, nota attrice e conduttrice Rai, decide di partecipare. Supera i due call back che si tengono a Napoli ed entra nella famiglia di Gomorra. “Ricordo-racconta- quando ho ricevuto la telefonata in cui mi annunciavano di essere stata presa per questa piccola partecipazione. E’ stato un grande onore per me entrare a far parte della più grande serie tv del momento,con una grande roduzione come la Cattleya, esordendo  accanto ad una grande attrice, Cristina Donadio,  protagonista di punta di questa seconda stagione”. Un piccolo successo che acquista un sapore ancora più speciale per Anna. “ Era un’impresa riuscire ad ottenere per una pugliese anche solo una comparsa- spiega-e invece, a dispetto di ogni pessimismo, ho ottenuto anche delle battute nelle scene iniziali”. E’ così inizia per Anna, fino a quel momento mamma a tempo pieno, l’avventura davanti alla macchina da presa. A dirigerla è addirittura Francesca Comencini che, insieme a Claudio Cupellini, Claudio Giovannesi e Sergio Sollima si dividono la regia dei dodici nuovi episodi. Inaspettatamente è proprio la regista de “La Bestia nel cuore”, candidato al Premio Oscar nel 2006, a fare ad Anna il miglio complimento che potesse aspettarsi. “Durante le riprese- racconta l’attrice sipontina- la Comencini mi ha chiesto di smorzare il mio napoletano. Nata in una famiglia napoletana, trasferitasi a Manfredonia per seguire il mio papà all’Enichem, sono nata e cresciuta qui in Puglia e, pur continuando a parlare il mio dialetto di origine, il mio più grande timore- confida- era quello di aver perso l’accento. E la napoletanità sappiamo che è un requisito fondamentale per una serie come Gomorra, interamente girata in napoletano stretto”.

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Realizzata in 32 settimane di riprese, con 200 attori, oltre 3 mila comparse, riprese in Italia tra Napoli, Roma e Trieste, in Germania e in Costa Rica, oltre a essersi portata a casa numerosi premi, la chiave del successo di Gomorra per Anna Brancati è “la meticolosa cura dei dettagli. Basti pensare- racconta- che per un piccolo ruolo minore come il mio, sono state impiegate circa 10 ore tra manicure, pedicure e trucco. Ogni particolare non è stato lasciato al caso”. Un’opportunità preziosa per Anna, una faticosa ma entusiasmante full immersion nella macchina dello spettacolo che le ha fatto capire cosa vuole fare ‘da grande’: l’attrice. Se fino a qualche tempo fa il suo desiderio era quello di lavorare dietro le quinte, ora che ha assaggiato la polvere di un set,  l’emozione di trovarsi davanti alla macchina da presa, non vuole più rinunciarvi. A sostenerla la sua famiglia e i suoi concittadini, il macellaio, il fruttivendolo, la vicina di casa, per  primi a scorgere nella sua bellezza e semplicità, il talento e il carisma di un’artista. “Questo- promette Anna- è solo l’inizio. Spero tanto che seguano altre occasioni, al cinema e in tv, per studiare e imparare a fare al meglio questo mestiere. La famiglia, però,-assicura- resta l’unica priorità. Altri impegni sul set, se ci saranno, non dovranno in alcun modo compromettere la mia vita di mamma e la serenità dei miei figli”. Una favola a lieto fine quella di Anna, la storia di una donna che non subisce la propria bellezza, lo scorrere inesorabile del tempo con il peso di scelte e di rinunce. Una donna che non smette di sognare e di lasciarsi stupire dalla vita. “Non avrei mai creduto che a 38 anni la mia semplice vita di mamma, in un piccolo centro di provincia, potesse prendere questa direzione.- confessa- Ma oggi ho capito che si può vivere un sogno anche se non lo si è mai sognato, desiderato”. E’ un invito a non smettere di sognare quello che Anna Brancati rivolge a tutte le donne, giovani e meno giovani. “ Se solo capissimo fino in fondo che i sogni hanno cento, mille volte ragione, troveremmo il coraggio di seminarli nella realtà, liberandoci da quelle catene di abitudini e di infelicità rassicuranti”-dice.  Perché l’unica felicità possibile è quella che nasce dall’amore verso se stessi, da quegli slanci impulsivi dettati dal battito del cuore, distanti dai labirinti cerebrali in cui siamo soliti perderci, dal coraggio di  alzarsi in piedi e di gridare una volta per tutte:” voglio essere felice”.  Un coraggio che Anna ci insegna con il sorriso negli occhi.