La politica che risponde ai bisogni dei cittadini diventa a volte solo concetto evanescente, soprattutto quando vi sono situazioni al limite della sopravvivenza. E’ il caso di Nicola (nome di fantasia, ndr), che da sei mesi non ha più un lavoro – licenziato, vive con lavoretti di fortuna “alla giornata” -, non ha più una famiglia – non vede da tempo i suoi due figli -, non ha più una casa.

«Dormo in auto da 6 mesi, ma Cerignola è più bella. Si pulisce, si taglia, si fanno le rotonde ma non si pensa a chi sta male davvero. Io, come altri, dormiamo in macchina da tempo. Mangio panini, che qualche negozio mi regala, e quando riesco faccio qualche lavoretto. Non chiedo tanto, solo un lavoro, anche lavare le scale, anche pulire i bagni. Non voglio rubare, non lo so fare, preferirei morire piuttosto».

Nicola lavorava in un’impresa di costruzioni come carpentiere. Ha anche lavorato fuori Cerignola per alcuni mesi, ma con la crisi, nel 2011 è andato in cassa integrazione e da lì in caduta libera. Licenziato l’anno successivo ha lavorato come bracciante agricolo in occasione della raccolta di uva e olive, ma nulla di più.

Al danno la beffa. Problemi di salute, a livello polmonare. Oggi Nicola non può più affaticarsi come faceva fino a qualche anno fa in campagna. Nasce spontaneo chiedergli come vede il suo futuro? «Nero e al momento senza via d’uscita». Una replica cruda, come cruda è la realtà di tante famiglie per le quali “arrivare a fine mese” è il un sogno nel cassetto.

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  • Wee

    Salve ho vissuto la stessa situazzione ho dormito x strada senza mangiare e dormire e non potevo lavarmi ricorda le persone piu strette sono quelle che ti ammazzano il comune le chiese nessuno mi ha aiutato mi sono rialzato da solo oggi ho un altra famiglia e sono diventato piu forte di prima schiaccia tutti e vai x la tua strada auguri nicola

  • filippo d.

    possibile?eppure campano in tanti senza lavorare ne rubare,naturalmente aiutati dagli anziani genitori,vestiario latte biscotti pasta dalla chiesa,un panino na pizzetta da esercenti.mi ricordo quando dormiva per strada un ragazzo che ricordo il soprannome terzo mondo come qualli proprio dell’altro continente.

    • enzo dei taralli

      Filippo D. ma sei proprio analfabeta. Tu campi di sola aria……………il terzo mondo sei tu!!!!!

      • filippo d.

        o ma io parlo di terzomondo che dormiva in villa sulle panchine.te lo ricordi?

        • enzo dei taralli

          Io mi ricordo di te, povero ubriacone e ignorante.

          • carmela

            ooooooo demente come ti permetti di parlare cosi a mio marito.cosa ce di male ricordare quando dormiva in villa un ragazzo soprannominato terzomondo?era simpatico e si accontentava di biscotti di ciccillo del bar,o di una creps antica di raffaele.ovviamente quando avanzavano

  • Polifemo

    Ho paura della vita, ho paura di quello che potrà riservarmi la vita.
    Grazie a Dio oggi lavoro.
    Non un lavoro “certo” come di quella gente che si permette di timbrare ed uscire, o di lavorare
    3/4 ore al giorno per poi permettersi anche di lamentarsi avendo ferie di mesi, se sta male anche non gravemente di poter stare a casa ecc ecc.
    Io tutte queste grazie non le ho, ma va bene così.
    Il solo pensiero di poter perdere il lavoro mi toglie la gioia di vivere, mi annienta dentro.
    Auguro a questo signore che si possa rialzare con tutto il cuore.

  • RITA

    CONSIGLIO PRINCIPALE è QUELLO DI FARE DA SOLO. NON ASPETTARE, TROVA UNA VIA NUOVA DA SOLO. ANCHE ESTERO, NUOVA ESPERIENZA BELLO. CIAO

    • filippo d.

      rita perchè non tu purt a cast?

      • ciccillo

        Perché non lo porti tu a casa tua???? Cacalitt

        • filippo d.

          certo se mi porti a sord pure evogh

          • ciccillo

            Sor non n teng e ngul a mamt me ne veng!!!!

          • filippo d.

            mam non n teng e ncol a qued troi d sord m n veng.hihihih.