«Il Ponte Romano posto sul tracciato della via Traiana, ha consentito per molti secoli il collegamento tra Canosa e la Daunia, favorendo il superamento del fiume Ofanto. E’ situato a circa tre chilometri dal centro della città e si presenta con la sua imponente struttura a schiena d’asino, poggiata su una collaudatissima opera di pianificazione ricavata con legno di quercia ricoperto di calcestruzzo. Si articola in cinque arcate a tutto sesto, sorrette da enormi pilastri terminanti a cuspide. Ai piedi del ponte vi è una passerella in cemento costruita nel periodo della seconda guerra mondiale, per consentire il passaggio ai cingolati. Da vari documenti, tra cui quelli conservati presso l’Archivio di Stato di Foggia, è attestato che il ponte ha subito nel corso dei secoli, numerosi interventi di manutenzione e di restauro all’elevato – tra i quali quello del Vanvitelli – lasciando intatti i pilastri, le spalle e la platea di fondazione. Sulle sue pietre hanno transitato: imperatori romani, re, principesse, eserciti commercianti e viandanti di ogni genere e da ogni parte del mondo. E’ la da circa 2000 anni, una sentinella tra il passato e il presente, un ponte fra la storia e di ieri e il futuro che verrà: imponente e tutelato come si merita!».

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E’ con questo messaggio sul sito iluoghidelcuore.it (link:http://iluoghidelcuore.it/luoghi/1153) che il FAI (Fondo Ambiente Italiano) pone fra i candidati ad entrarvi di diritto, col conseguente ottenimento di fondi per la tutela e la valorizzazione, l’antico monumento situato a soli 3 km da Canosa di Puglia. Se il Ponte Romano sull’Ofanto è tornato prepotentemente a dire la sua è grazie all’Associazione omonima che, dopo stagioni difficili nelle quali l’imponenza della struttura è stata messa a serissimo repentaglio, ha fatto sì che oggi sia un candidato più che autorevole al conseguimento dei suddetti fondi. Il Ponte, la cui costruzione è risalente a cavallo fra il I ed il II secolo d.C., è collocato lungo l’antica via Traiana, a sua volta fatta sorgere tra il 108 ed il 110, quella stessa via che, collegando Benevento a Brindisi, attraversava anche la nostra Cerignola con la testimonianza, tutt’ora rimastaci, del “Titolo di Moccia” sito ad angolo fra corso Antonio Gramsci e via Osteria Ducale. Come detto, il Ponte sull’Ofanto non ha sempre vissuto periodi felici. Il trinomio degrado-incuria-vandalismo è stato un’oscura minaccia alla sua bellezza. Basti ricordare che nell’aprile 2011, l’allora sindaco di Canosa, Francesco Ventola, fu praticamente costretto a scrivere al suo collega di Cerignola, all’epoca Antonio Giannatempo, affinché in tandem potessero provvedere alla messa in pulizia del sito, sul quale erano presenti financo scarti di materiale edilizio in eternit!  A favore della sua tutela si era mosso anche un testimonial d’eccezione.

Il popolare Lino Banfi, due anni fa,  si espresse attraverso un video, in dialetto canosino, ripreso dal sito di Repubblica (http://video.repubblica.it/edizione/bari/salviamo-l-ofanto–l-appello-di-banfi-in-dialetto-canosino/171075/169606). Ma oggi si può affermare che tutto questo appartiene ad un buio passato. Il presente e soprattutto il futuro possono essere luminosi grazie all’Associazione Ponte Romano sull’Ofanto che, armata di volontà ed amore per la propria terra, ha dato nuova vita a questo importante monumento. Ed anche noi, nel nostro piccolo, possiamo dare un contribuito. Per far sì che il Ponte scali il più possibile la classifica dei “Luoghi del cuore” basterà esprimere il proprio voto, entrando nel sito apposito attraverso questo link http://iluoghidelcuore.it/luoghi/canosa-di-puglia/antico-ponte-romano-sull-ofanto/1153. Il tamtam mediatico non poteva star fuori dai social network, con un evento su Facebook sul quale sarà possibile dire la propria e reperire altre informazioni https://www.facebook.com/events/1281567921872539/). Fra gli altri “Luoghi del cuore” nazionali concorrenti al nostro Ponte vi sono il Castello e Parco di Sammezzano Reggello (Firenze), la Ferrovia del Drinc e la miniera di Cogne (AO), le Terme del Corallo di Livorno e la Chiesa di San Michele Arcangelo di La Spezia. La competizione è aperta e viva, ma non bisogna spaventarsi. Non esiste sfida impossibile da vincere e questo, l’Associazione Ponte Romano sull’Ofanto, ce lo ha insegnato più che bene. E per parafrasare quanto detto da Lino Banfi nel video riportato “per una volta, vogliamo vincere noi”.