L’analisi del dato politico, alla luce delle ultime dimissioni del vicesindaco e delegato ai servizi sociali Mimma Albanese, apre una riflessione molto più profonda circa gli equilibri del governo a guida Franco Metta.

Uno degli aspetti più criticati dagli antagonisti, ma anche molto chiacchierati tra i cittadini elettori che un anno fa designarono il cicognino quale Primo cittadino è stato la lista i-Cattolici (con 1012 preferenze totali, ndr.), un asse diretto tra politica e chiesa locale, guidato dall’ex Vescovo Felice Di Molfetta, in grado di esprimere un Consigliere comunale, Luigi Marinelli, riciclatosi dopo le esperienze dirette nel centro destra prima e ne La Cicogna dopo, e una rappresentanza in giunta molto forte, Albanese appunto, nonostante le sole 78 preferenze alle urne.

Ancor più rilevante, con soli 68 voti, l’oggi Capo di Gabinetto, Salvatore Amato, si è assicurato una funzione di rilievo, da un punto di vista economico e di immagine. Massimo risultato col minimo sforzo, per la discussa lista, che con circa mille voti fa il pieno anche a scapito degli stessi civici della prima ora.

Oggi, però, qualcosa è cambiato e le dimissioni di Mimma Albanese suonano come la definitiva, o quasi, rottura dell’asse di ferro Metta-Chiesa. L’ex vicesindaco, infatti, appena dieci giorni prima delle dimissioni presentate al Primo cittadino, aveva rassegnato il proprio addio anche a una storica funzione, quella di priore della Confraternita del Santissimo Sacramento. Anche in questa occasione, raccontano i ben informati, pare si sia trattato di una decisione indotta, propedeutica alla rottura politica definitiva.

Alcune settimane fa, inoltre, pare sia stato proprio Mons. Nunzio Galantino a scendere in campo, in una riunione privata presso la Curia cerignolana, dove a supporto del nuovo Pastore Mons. Luigi Renna, con tutti i priori e parroci della diocesi, ha spiegato come la politica e il mondo della chiesa non debbano essere in alcun modo direttamente legati. Quello della comunità cristiana, ha ricordato il Segretario della CEI, è un compito assai più complesso e differente; e ricordando le parole di Papa Francesco, che poco tempo fa ribadiva il pensiero di San Giovanni Paolo II, ha ricordato come «La Chiesa non deve e non intende coinvolgersi con alcuna scelta di schieramento politico o di partito».

E’ rottura definitiva? A ben guardare sì, anche perché l’unica rappresentanza che resiste, ovvero quella del capo di Gabinetto Amato, pare essere più dettata da una amicizia tra questi e Metta piuttosto che di diretta emanazione diocesana. Il vento nuovo in Curia sta sancendo la fine della ‘luna di miele’, di quel percorso vergognoso, invertito, messo in campo dai predecessori, restituendo un pezzo importante di credibilità al mondo cattolico locale. E la conferma si legge nelle parole di Mons. Renna quando afferma che «La chiesa ha il suo compito fondamentale ma non è la Gerusalemme celeste, c’è tanto da fare anche da noi in termine di conversioni. Una chiesa che non vuole e non deve monopolizzare ma supportare questo territorio perché Cerignola lo merita».  

  • Luigi

    speriamo davvero è stata una delle cose peggiori della scorsa campagna elettorale

  • Pasquale l’ ingegnere

    ……………….l’articolo suona meglio cosi: frattura tra un Avvocato presuntuoso ed arrogante ed un manipolo di preti pedofili e pieni di soldi. Chi vincerà?????