Nel tardo pomeriggio di mercoledì, la Cooperativa Sociale “L’Abbraccio”, associazione senza scopo di lucro e le cui attività a Cerignola hanno avuto inizio dal 2010, ha tenuto un incontro nel quale si sono tirate le somme su quanto fatto durante l’ultimo anno progettuale.  Presso il sodalizio di via Anagni vi erano alcuni dei giovani amici frequentanti il centro, accompagnati dalle rispettive famiglie, gli educatori professionali senza i quali i progetti dello stesso non avrebbero avuto vita, e  rappresentanti della locale Chiesa Valdese, che lavora a stretto contatto con “L’Abbraccio”, dato che i progetti attivati vengono finanzianti grazie all’Otto per Mille della Tavola Valdese.

A fare gli onori di casa ed aprire i lavori, il professor Giuseppe Giglio, ‘spirito guida’, per così dire, di quest’ente che, una volta accolto e salutato l’uditorio, ha ceduto subito la parola ai suoi preziosi collaboratori.

Ad intervenire è la dottoressa Eliana Crucianologopedista, al suo secondo anno di attività presso la Cooperativa – che,  esprimendo con un eloquente radioso sorriso tutta la sua soddisfazione per quanto svolto dal suo laboratorio finora e rilanciando con buoni propositi per il futuro, sottolinea la «necessità di svolgere logopedia, non solo per potenziare le capacità dei bambini, ma col fine recuperare quelli che sono dei deficit. Molte sono le famiglie che ringraziano ‘L’Abbraccio’. Se una struttura come questa non ci fosse stata, avrebbero dovuto rivolgersi a quelle private, a pagamento. E chi determinate spese non può permettersele sarebbe stato costretto a rinunciare ad attività fondamentali per la crescita dei suoi bambini».

L’incontro prosegue con Luana Timperiopsicologa clinica, responsabile del laboratorio di informatica, con “L’Abbraccio” da 3 anni –. Illustrando il suo progetto, narra che «il laboratorio lavora quattro volte a settimana, con l’ausilio di due operatori. Ogni bambino è seguito essenzialmente sotto due punti di vista: quello cognitivo e quello comportamentale. Non trascuriamo però un terzo aspetto, quello relazionale. Quest’ultimo è importante, ci permette di andare a lavorare sulla comunicazione fra i bambini. Sul nostro progetto c’è una lista d’attesa numerosa poiché Cerignola non ha centri, che lavorino in maniera gratuita, di questo tipo, soprattutto per quanto concerne i minori ed anche il sostegno a scuola, dovendo fare i conti con i tagli alla spesa pubblica, non sempre è nelle possibilità di svolgere quanto vorrebbe e dovrebbe. E senza apprendimento intensivo, quel poco che i ragazzi riescono ad apprendere andrebbe sicuramente perso. Il nostro progetto serve appunto a consolidare anche quelle competenze acquisite a scuola».

Ma, come detto, l’evento era aperto soprattutto alle famiglie degli assistiti del centro. A rompere il ghiaccio e a dire per prima la sua è la signora Teresa, madre di Marianna che, raccontando la sua esperienza, ricorda come «a 18 anni, una volta terminata la scuola, per mia figlia non ci sarebbe stata altra via per continuare ad apprendere, se non quella a pagamento. Grazie a questo progetto ed ai suoi educatori molto preparati ed altamente professionali, posso seguire Marianna e vedo che quelle che erano le conoscenze acquisite fino al quinto anno delle superiori sono rimaste in lei ben radicate».

A seguire, l’intervento di un’altra mamma, quella della giovane Gina che evidenzia come «con gli educatori, con i quali c’era già una conoscenza pregressa,  si sia instaurato un rapporto d’affetto. Lo scorso anno mia figlia ha affrontato un periodo molto difficile, nel quale si era chiusa in sé stessa e non aveva più voglia di partecipare a nulla. L’unica cosa che ancora l’accendeva era la voglia di partecipare al progetto de “L’Abbraccio”. Questo per me ha rappresentato una boccata d’ossigeno».

Importante anche la testimonianza della signora Monica: «Mia figlia è ancora piccina, in piena fase di formazione. Qui vedo che è seguita passo dopo passo, non viene tralasciato niente. E mi fa rabbia rendermi conto che la Tavola Valdese è l’unica, nel nostro territorio, a finanziare questo tipo di servizio. La strada da fare per mia figlia è ancora lunga, ma in famiglia non possiamo che essere soddisfatti per quanto ha fatto qui finora».

Della già citata Chiesa Valdese hanno presieduto all’incontro due rappresentanti. Francesco Marfé – giovane pastore originario di Napoli, operante a Venosa (PZ), Rapolla (PZ) e, appunto, Cerignola – che dopo aver fatto un excursus storico della Chiesa Valdese (la cui sede cerignolana è in piazza Pasquale Bona, ndr) dalle sue origini nel ‘200 sino agli anni più recenti, dal riconoscimento ufficiale della stessa (che ad oggi conta, in Italia, 30.000 fedeli) nel 1984 all’ottenimento gettito IRPEF per la diaconia del ’93, ha sottolineato l’importanza di trasformare qualcosa che si avverte, a volte, “come tossico”, ossia il denaro, in un seme capace di far crescere tanti frutti buoni come, appunto, le attività (aperte a tutti, senza distinzioni di sorta) de “L’Abbraccio”.

A dar man forte a quanto detto dal pastore Marfé, Nathalie Plavandiacona valdese, piemontese di nascita, cerignolana d’adozione –  che ha narrato di quanto il suo lavoro si divida «per metà tempo alla Chiesa, per metà tempo al Centro Sociale Evangelico, che ha a sua volta una scuola dell’infanzia paritaria ed un progetto doposcuola, anch’essi sostenuti, seppur non per intero, dall’Otto per Mille. Si vuole realizzare un progetto che vede il coinvolgimento dei piccoli frequentatori della scuola materna e i ragazzi con abilità diverse del centro AGAPE: questo per avvicinare i bambini al tema della diversabilità e prepararli a vivere gli anni scolastici successivi con serenità e senza “paure”».

A chiusura di questo proficuo incontro, riprende la parola “il padrone di casa”, il professor Giglio che asserisce: «La Tavola Valdese ha voluto che tutti i soldi dell’Otto per Mille fossero devoluti per il sociale, finanziando per il 50%  progetti in Italia e per l’altro 50% quelli all’estero. Tutto è fatto con la massima trasparenza, chiunque può prendere visione dei bilanci. E in un contesto nel quale lo Stato non fa che operare tagli, non curandosi granché dell’amore di cui necessitano incondizionatamente i nostri amici, questo è fondamentale».

Realtà come la Cooperativa “L’Abbraccio” sono luoghi di aggregazione, benessere e cultura di cui tante comunità come la nostra hanno indiscutibilmente bisogno. La nostra speranza è che “nelle stanze dei bottoni” del nostro Stato di questo se ne abbia piena coscienza.

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

  • Dbv

    L’unica cosa brutta è che per partecipare ,
    devi votare a chi ti dicono loro se non lo fai ,vieni messo fuori ,lo provato a mie spese su mia figlia( disabile) una bambina di appena 13 che frequentava un corso di logopedia sonvenzionato dalla chiesa valdese . La cosa più incredibile che non mi salutavano neanche più la bambina !