Documento sulla situazione di SIA e sul ciclo dei rifiuti in Capitanata redatto a margine della Conferenza Stampa congiunta tenutasi ieri, Giovedì 28 Luglio, presso il Palazzo di Città di Cerignola dai PD di Cerignola, Cinque Reali Siti e Trinitapoli insieme al Presidente del PD Puglia Assuntela Messina, (in luogo del Segretario Regionale Marco Lacarra costretto a Bari per una riunione del gruppo sul ddl rifiuti)

In oltre un anno di “gestione Metta”, la situazione di SIA è (forse) irrimediabilmente compromessa.

  1. Da problemi di carattere finanziario (difficoltà di cash flow) si è passati a problemi di carattere economico strutturali.
  2. Completa inerzia circa il potenziamento della dotazione impiantistica realizzatosi tramite:
  3. Una preconcetta e propagandistica opposizione alla realizzazione del VI° lotto di discarica;
  4. Un ingiustificato, grave e colpevole ritardo nell’avvio dei lavori di ampliamento della biostabilizzazone (sigla del contratto di appalto a giugno 2015, avvio dei lavori giugno 2016.
  5. Nessun atto per l’avvio della realizzazione dell’impianto di compostaggio (approvato nel 2014, e cofinanziato con delibera n. 1947 del 3.11.2015 con relativa diffida ad adempiere entro il 31.12.2015)
  6. Completa inerzia del Direttore Generale del Consorzio, Dott.ssa Abbenante, che non ha mai sollecitato alcun atto al Consorzio, limitando la sua attività a quella di “Responsabile Ufficio Tributi” per il solo Comune di Cerignola.

Al completo immobilismo sul versante impiantistico, nonostante una programmazione specifica che è stata avviata nel 2011 e conclusa nel 2014 con l’autorizzazione alla realizzazione di tutti gli impianti previsti dal Piano Regionale, si aggiunga la decisione di escludere dal conferimento presso gli impianti dei 21 Comuni extra bacino, con una danno di circa 3 milioni annui. A tale proposito è da aggiungere che, una volta completati i lavori di adeguamento dell’impianto di biostabilizzazione, non è assolutamente certo ed automatico che quei comuni torneranno a conferire a Cerignola.

Il loro conferimento, infatti, avveniva non in virtù di pianificazione regionale ma in forza di un’ordinanza del Presidente della Regione Puglia per fronteggiare l’emergenza rifiuti nell’area garganica e sub appenninica. Con la prossima e nuova pianificazione regionale è plausibile presumere che la maggior parte di quei comuni, per ragioni di natura ambientale (trasporto su gomma) ed economica, continueranno a conferire presso l’impianto di Deliceto. Tutto ciò ha determinato un notevole e, probabilmente, insostenibile aumento dei costi: 50/% (nella migliore delle ipotesi)

Tradotto in termini reali, significa che per circa 50.000 t. prodotte annualmente dai 9 comuni consorziati, a fronte di un costo sino ad oggi sostenuto di circa 4,7/4,8 milioni annui, si dovranno sostenere costi per oltre 7 milioni, cioè 1/1,5 in più da qui alla fine dell’anno. Il tutto escluso ecotassa che varia da Comune a Comune. E’ evidente quanto gli “addendum” risultino inefficaci, inutili e frutto della solita e becera propaganda di chi si vorrebbe accreditare come l’unico “salvatore di SIA”. Innanzitutto gli “addendum” vanno ad integrare i contratti di servizio e, di conseguenza, incidono esclusivamente sui servizi di igiene ambientale e non sui costi di trattamento e smaltimento. Considerata, quindi, la situazione economico-finanziaria in cui la società si trova ad operare, non esiste, allo stato dei fatti alcun margine per la realizzazione del VI° lotto di discarica (10 mln. circa previsto, ma un costo reale di 7/7,5 mln.) e dell’impianto di compostaggio (6 mln quota di cofinanziamento SIA – 4 mln. Regione Puglia).

Appare inoltre singolare, e ai limiti dell’incredibile, l’idea del Presidente Metta per cui, con gli addendum riconosciuti, SIA possa operare presso gli Istituti di Credito facendosi garantire anticipazioni sui contratti di servizio. Quindi, una società che vanta circa 10 mln. di crediti si avventura in operazioni bancarie e relativi oneri finanziari senza prima aver esperito ogni azione necessaria al recupero coatto dei crediti vantati. Roba da Corte dei Conti!

PROPOSTE

  1. Ricapitalizzazione a copertura delle perdite d’esercizio
  2. Recupero coatto di almeno il 50% dei crediti vantati
  3. Riorganizzazione aziendale per individuare, realizzare nuove economie e riutilizzo del personale in esubero nelle strutture comunali
  4. Nomina di un Amministratore Unico in luogo dell’attuale C.d.A. e Direttore Generale
  5. Sottoscrizione per il 2017 di un unico contratto di ARO secondo lo schema e la tempistica previsti dall’art. 14 della L. R. 24/2012
  6. Individuazione, tramite evidenza pubblica, di un partner strategico a cui cedere max il 49% delle quote per la realizzazione degli impianti necessari

Questa fase, strategicamente delicata, non potrà essere gestita dall’attuale presidente del Consorzio Franco Metta.

CONDIVIDI