Ancora alga tossica sulle coste della Puglia, dove l’Ostreopstis Ovata è tornato come lo scorso anno ad infastidire i bagnanti. L’agenzia Regionale per l’ambiente continua a monitorare con attenzione l’intero litorale pugliese (oltre 800 km di costa) e a segnalare luoghi da bollino rosso (oltre 300mila cellule per litro e/o una densità in una colonna d’acqua superiore alle 20mila cellule).

Tra i luoghi bollati di rosso ci sono Bisceglie, a 500 metri a sud della fogna cittadina, Molfetta zona prima cala, Giovinazzo, a 200 metri a sud del Lido Lucciola e in un altro punto presso l’Hotel Riva del sole, Bari, in località Lido Trullo, e per la prima volta anche vicino Otranto, presso lo scalo di Enea di Porto Badisco. L’emergenza attualmente si concentra nel barese, ma arriva anche nel Salento.

L’Ostreopstis Ovata è una’alga unicellulare del gruppo delle Dinoflagellate, dalle dimensioni comprese tra 30 e 60 micron. E’ una specie tipica dei mari tropicali ma è stata introdotta in maniera probabilmente accidentale nel mar Mediterraneo per mezzo delle acque di zavorra delle navi. Le prime segnalazioni lungo le coste pugliesi risalgono infatti al 2000. La popolazione si sviluppa abbondantemente durante i mesi estivi e vi sono fattori ambientali che facilitano la proliferazione.

Oltre a provocare danni su diversi organismi marini, la sua tossina (Palitossina simile) può provocare un malessere transitorio nei bagnanti (riniti, faringiti, laringiti, bronchiti, febbre, dermatiti, congiuntiviti) in concomitanza di elevate concentrazioni di Ostreopsis nelle acque e sui fondali, e soprattutto dopo mareggiate. Quando la fioritura viene certificata, l’Arpa consiglia di evitare soprattutto le coste rocciose e di mangiare frutti di mare, come i ricci.