E’ ormai noto a tutti che per ridurre la mole di rifiuti da versare nelle discariche è necessario attrezzarsi per fare la raccolta differenziata. Una scelta che per diversi comuni si è rivelata strategica sia da un punto di vista ambientale che da un punto di vista economico. E’ notizia di queste ore, ad esempio, che Galatina, cittadina del leccese, è riuscita a superare il 60% di raccolta differenziata. In tre anni infatti, si è portato il livello di differenziata dal 18% all’attuale 61%. Vi sono tuttavia anche moltissime città che alla differenziata ci arrivano tardi, come Gela, che dall’8 agosto ha dato il via a questa pratica.

La cosa in realtà più interessante è che, come emerge da un’inchiesta pubblicata ieri da L’Espresso, l’Italia – oltre la Mafia dei rifiuti – è piena di comuni “ricicloni”. Infatti secondo Eurtostat la raccolta “riciclata” in Italia è passata dallo scarso 17,6% del 2004 al buon 42,5% del 2014. A Milano la RD è al 53% circa, mentre in provincia di Belluno si raggiunge il 90%, per arrivare al comune di Capannori, in provincia di Lucca, che ormai da alcuni anni lavora per azzerare i rifiuti conferiti in discarica.

«E poi c’è Verona – continua l’inchiesta -, con i suoi quasi 260 mila abitanti e la raccolta differenziata che si attesta al 50 per cento. Nel capoluogo veneto, smaltimento dei rifiuti e decoro urbano sono affare di AMIA, azienda municipalizzata con 600 dipendenti guidata da Andrea Miglioranzi che non solo è in attivo, ma che ora si prepara a esportare il proprio modello di funzionamento ben oltre i confini della provincia veronese, per esempio in Albania, Serbia e Libia».

Queste sembrano favole, se paragonate alla situazione del ciclo dei rifiuti locale e della raccolta differenziata locale, che a Cerignola è passata da oltre il 18% di Giugno 2015 (media anno 2015, 8,52%) al 3,02% di Aprile 2016 (media anno 2016, 3,53%). Un dato – il più basso dal 2008 ad oggi – ben al di sotto della media nazionale e del margine minimo obbligatorio di RD che ogni comune dovrebbe raggiungere. Il 12 febbraio 2014 l’allora Movimento Politico La Cicogna (all’opposizione) presentava denuncia «alla Corte dei Conti», nei confronti dell’Amministrazione in carica, «per il mancato raggiungimento delle percentuali minime di Raccolta Differenziata fissate dalla Legge n. 152/2006 emanata in ottemperanza alle Direttive Europee».

Oggi le lamentele per non aver attivato alcun progetto di Raccolta Differenziata giungono dall’opposizione di centrosinistra, che durante il consiglio comunale di lunedì 8 agosto, ha ribadito la necessità, a parte ogni strategia tampone su SIA e i vari addendum, di lavorare in questa direzione. «La raccolta differenziata doveva cominciare il primo giugno e raggiungere il 60% entro il 31.12.16, ma questa rimane un’ipotesi irrealizzabile – racconta al consiglio Tommaso Sgarro, leader dell’opposizione -, perché solo per dare avvio a tale pratica sono necessari fondi che oggi non ci sono. Pertanto ritengo che anche su tale fronte non si farà nulla e si attenderà».

  • incognito

    La causa di tutto che sono ??? Fondi, fondi, fondi che purtroppo a Cerignola, “la nostra cittá”, mancano per colpa vostra!!!