Sull’edizione barese del quotidiano La Repubblica quest’oggi si parla di rifiuti bruciati, pratica che si ripete in modo cadenzato e periodico nelle periferie del capoluogo. Il pensiero, per qualunque cerignolano, va alla puzza diffusasi in città nella serata di domenica 28 agosto.

«Cumuli di rifiuti, gomme, materiale di risulta, frigoriferi, divani. E perfino due carcasse di barche. Scarti abbandonati nelle campagne di Bari e bruciati illegalmente – si legge sul quotidiano -. A spegnere le fiamme anche stavolta ci hanno pensato i vigili del fuoco, intervenuti a domare l’incendio in una stradina di campagna tra Modugno e Carbonara. Un’operazione ormai “di routine”, spiegano, visto che bruciare illegalmente i rifiuti nelle tante discariche a cielo aperto della città è pratica frequentissima».

Come frequente è l’incendio di rifiuti nelle campagne di Cerignola, domenica sera in Zona Industriale. Sono infatti in molti coloro che in rete hanno postato immagini, ma ancor più fornito dettagli sul “dove” la pratica si stesse consumando. Un odore nauseabondo che ha interessato tutta la città, compresi i luoghi della movida come Piazza Matteotti.

A Bari a bruciare erano cumuli di rifiuti. A Cerignola anche. Ma non solo. Anche scarti industriali in plastica, tipo fusti del comparto conserviero. A Bari «per evitare situazioni pericolose, Comune e Amiu hanno posizionato fototrappole di videosorveglianza in alcuni punti critici, per incastrare gli sporcaccioni» scrive Repubblica. A Cerignola invece «nessuno sa niente», tuttavia «spero a breve di poter disporre di alcune telecamere mobili di videosorveglianza, già pianificate nel piano di monitoraggio ambientale che si sta predisponendo» precisa l’assessore al ramo Antonio Lionetti.

Diversi in rete hanno provato sdegno per l’accaduto e, a loro avviso, per l’immobilismo dell’Amministrazione. Di risposta l’accusa di “sciacallaggio mediatico”, riproposta a gran voce da alcuni fedelissimi mujaheddin informatizzati.

La sottovalutazione del problema ambientale che negli anni ha caratterizzato certe terre, sale prepotente alla ribalta oggi che la continua sensibilizzazione ha reso tanti (ma non tutti) più consapevoli. Se, come sosteneva Roosevelt, la nazione che distrugge il proprio suolo distrugge se stessa siamo saldi sulla cattiva strada. Con il placet mai troppo esplicito di molti amministratori.

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  • DELUSA DA METTA & CO

    il comune di Cerignola è informato bene sulle discariche abusive, mappate in precedenza da un associazione ambientalista (Ora non esiste più a Cerignola -ndr-). Poichè la maggior parte dei rifiuti si trova in siti di pertinenza comunale e quindi spetta al comune smaltirli – con dei costi- li lascia li, abbandonati, sperando che qualche intrepido cittadino dalle corna cimate li dia fuoco,
    E’ chiaramente una situazione di comodo. Altro che telecamere mobili.

    • Leonardo Colangelo

      Solita storia, che si ripete da decenni, ormai abbiamo fatto il callo. Cosa si aspettava da questa Amministrazione???? Io nulla di nulla, sono tutti uguali, tutti amici e compari tra di loro !!!!