La storia che raccontiamo oggi è assai curiosa, di sport sano, puro che vede protagonista un uomo di 82 anni, Alessandro Belliere. Attore di un’affascinante viaggio che sta effettuando, in giro per l’Italia, a piedi, con la tappa cerignolana che è stata ricca di significati. Ieri ad attenderlo davanti al Tribunale ofantino c’era il Sindaco Franco Metta, accompagnato dal vice Pezzano e dall’assessore allo Sport Dercole, unitamente ad una delegazione della Croce Rossa. Successivamente è stato accolto in Villa comunale dalle delegazioni sportive dell’Olimpica Basket, Libera Virtus ed Associazione podistica “Santo Stefano”, proprio Belliere ha fatto partire questa mattina dal piazzale del Palasport “Di Leo” la quattordicesima edizione della “CorriCerignola”, organizzata dall’Associazione guidata da Luigi Mansi. Il suo viaggio terminerà a Catania ad ottobre nel giorno del suo 83° compleanno.

L’evento nasconde un retroscena inedito e che per certi aspetti è rimasto nella memoria del protagonista. Accadde in un sabato del 2014, Belliere aveva fatto tappa a Cerignola ma al suo arrivo non trovò nessuno ad accoglierlo nemmeno un rappresentante dell’ente comunale, nonostante gli fossero state date delle certezze l’assessore Dercole sottolinea “come sia stato strano che all’epoca nessuno si fosse premurato di dare attenzione a Belliere, come amministrazione ci siamo mobilitati subito ed anche alcuni cittadini che hanno prenotato un posto dove far riposare l’ospite giovedì e poi riceverlo con tutti gli onori in città”.

All’epoca il delegato allo sport era Marcello Moccia che interpellato da lanotiziaweb.it, in merito a quell’episodio, ha spiegato cosa accadde davvero: “Da premettere che con il signor Belliere mi ero sentito qualche settimana prima dall’ufficio del Comune, insieme al dirigente del settore per organizzare l’accoglienza e per dare vitto e alloggio al nostro ospite, in quell’occasione rimanemmo d’accordo che il giorno prima, quando arrivava a Barletta, mi avrebbe chiamato e fatto sapere l’ora presunta dell’arrivo per via di altri eventi organizzati nella nostra città. Avevamo prenotato presso un albergo cittadino la pensione completa per lui. Il sabato precedente, probabilmente per i festeggiamenti in onore di Mennea, dove Beliere è stato partecipe, non gli ha permesso di poter effettuare la chiamata concordata precedentemente. La sera del sabato, non avendo i recapiti telefonici custoditi presso l’ufficio sport, ho sperato fino all’ultimo momento una chiamata mai arrivata, nel corso di quella giornata mi erano tante telefonate con numeri sconosciuti e non potevo sapere di chi fossero, non avevo il suo numero personale. Però il comando dei vigili urbani era stato allertato dell’arrivo del signor Beliere. Sarebbe bastata una chiamata il sabato (come prestabilito), oppure una chiamata al comando della polizia Municipale (che aveva il mio numero di telefono riservato). C’è stato un errore da parte mia, l’avrei accolto con piacere e accompagnato dove gli era stato tutto organizzato, chiaramente ribadisco le mie scuse personali ed ufficiali del momento ed anche adesso, se avessi un riferimento telefonico lo chiamerei per scusarmi per tutto ciò, ma da allora non mi è stato possibile, la ricostruzione dei fatti è da intendersi come chiarimento nei confronti della persona e non come ulteriore polemica di chi fa politica distruttiva della nostra città; evitiamo di alimentare altro fuoco senza sapere ciò che realmente è accaduto”.

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