Il giorno 13 settembre, fuori dall’Ufficio VIII Ambito Territoriale di Modena, il giornalista Rai del TG3 Emilia Romagna, Nelson Bova ha intervistato alcuni dei membri del Movimento Specializzati sul Sostegno in seconda fascia delle Graduatorie di Istituto.

Il gruppo – che comprende circa 6000 specializzati sul sostegno di tutta Italia, nei diversi ordini di scuola – è nato con l’obiettivo di garantire la continuità didattica ed educativa ai bambini ed ai ragazzi con disabilità, rivendicando l’immissione in ruolo di tutti i docenti specializzati alle attività di sostegno didattico.

La stabilizzazione di tutti i docenti di sostegno – sottolinea il portavoce del Movimento, Ernesto Ciraci– è l’unica via possibile per far sì che molti di questi alunni abbiano una possibilità in più di essere seguiti in maniera continua e costante dal personale qualificato.

Il giornalista Nelson Bova, da sempre legato ai temi del sociale, ha mostrato tutto il suo interesse per la causa e, nell’incontro con i rappresentanti del Movimento Specializzati Sostegno 2 fascia G.I., ha messo a fuoco la situazione attuale in merito al sostegno nella scuola italiana.

Dall’intervista è emerso, in primis, che quest’anno si stanno registrando notevoli ritardi nelle convocazioni sui posti disponibili per il sostegno che, tra l’altro, saranno presumibilmente fino all’avente diritto; ciò significa che dal giorno di riapertura delle scuole, a molti alunni verrà negato il diritto ad essere seguiti da un insegnante specializzato.

Le cause di tale situazione sono da attribuirsi alle articolate operazioni (mobilità, assegnazioni provvisorie, immissioni in ruolo) introdotte dalla Legge n. 107/15; solo poche Regioni sono riuscite a completare le complesse procedure in questi giorni, nella maggior parte dei casi, invece, l’individuazione e la “chiamata” dei docenti è ancora in fase di svolgimento.

I ritardi nella nomina dei docenti specializzati sono, inoltre, il frutto del macchinoso “algoritmo” elaborato dal Miur per mezzo del quale molti insegnanti sono stati assegnati a chilometri di distanza dalla propria residenza, nonostante la disponibilità di posti vacanti vicino casa, assegnati, invece, a docenti con punteggio inferiore. Per ovviare a questa situazione, in alcuni casi il Ministero dell’Istruzione ha provveduto a delle conciliazioni “avvicinando” i docenti. In altri casi, si è fatto ricorso all’assegnazione provvisoria sui posti di sostegno. Regioni quali la Sicilia e la Sardegna, per evitare i trasferimenti dei propri insegnanti hanno conferito incarichi sul sostegno anche a docenti privi della relativa specializzazione.

È evidente che tali scelte, operate a livello nazionale e regionale, ledono sia gli alunni diversamente abili che vedono negato il loro diritto – sancito nella legge n. 104/92, ancora in vigore– ad avere un insegnante di sostegno, sia i docenti “super specializzati” che con una laurea, un’abilitazione curricolare e la specializzazione sul sostegno restano invisibili nonostante sia stato lo stesso Miur, attraverso una dura selezione su fabbisogno nazionale, a sceglierli e formarli.

Come Movimento auspichiamo che si possa aprire uno spiraglio per un dialogo costruttivo con il Ministero dell’Istruzione, in vista della prossima riforma sul sostegno per il quale la Legge n. 107/2015 ha posto una delega al Governo, affinché si pensi ad una stabilizzazione del personale plurispecializzato sul sostegno e soprattutto venga finalmente attuata e garantita una parola sancita ma troppo spesso dimenticata: continuità didattica.

Ernesto Ciraci, Caiafa Aida Valentina e Maria Giovanna Morleo, Movimento Nazionale Docenti Specializzati sul Sostegno in seconda fascia delle Graduatorie di Istituto