Era la ‘pasionaria’ della politica barese. Maria Maugeri, più di vent’anni in consiglio comunale, era sempre in prima fila nelle battaglie per l’ambiente. Non è un caso che nella sua scheda personale, al Comune di Bari, si definiva prima di tutto ‘ambientalista da sempre’. A 58 anni l’ex assessora della giunta Emiliano poi eletta consigliera comunale tra le fila del Partito democratico con l’attuale amministrazione Decaro non è c’è più: stroncata dalla malattia, è morta nella notte.

Maugeri, docente di religione e appassionata di politica, fu tra i fondatori della ‘Rete’ di Leoluca Orlando a Bari, si candidò per la prima volta nel 1994 nella Lista Verdi/Rete e fu eletta nella Circoscrizione Libertà. Subentrò ben presto come prima dei non eletti al consiglio comunale; quindi 9 anni trascorsi tra banchi dell’opposizione, a lungo unica donna nella assise cittadina. Nel 2004 con il sindaco Michele Emiliano diventò assessora all’Ambiente. La sua battaglia – e ci teneva tantissimo a rivendicarlo – era quella contro l’amianto. Fibronit, Torre Quetta, ex Gasometro. Maugeri ha seguito tutto passo dopo passo.

Anche quando Decaro ha messo in giunta alla casella ambiente Pietro Petruzzelli Maugeri ha continuato a monitorare gli interventi di bonifica della Fibronit. “Questa è una sfida di cui conoscevamo tutte le difficoltà fin dall’inizio – aveva detto il giorno dell’aggiudicazione dell’appalto – ma non per questo abbiamo mai pensato per un solo giorno di mollare né abbiamo intenzione di farlo adesso. Credo che per un amministratore pubblico sia un grande onore portare avanti una battaglia di queste dimensioni e di questa importanza per la propria città, perché la bonifica del sito della ex Fibronit è per noi un risarcimento umano e pubblico dovuto alla storia di questa città e dei nostri concittadini”.

Maugeri era una di quelle che non mollava: gridava ma per passione, era sempre presente e una volta, per non far cadere il numero legale, si mise persino davanti alla porta dell’aula consiliare per non far uscire i colleghi.

Tratto da repubblica.it – di Francesca Russi – 22/09/2016