Interessante, oltre che attuale e quantomai rintracciabile nel quotidiano (anche locale), il pezzo giornalistico del 25 settembre scorso di Michele Serra su la Repubblica. Al centro il rapporto tra Movimento 5 Stelle e media, tornato al centro della scena dopo quanto accaduto a Palermo (manate e parolacce ad alcuni giornalisti, in quanto giornalisti dunque servi dei poteri forti, ndr).

«La difesa della categoria in quanto tale è molto poco interessante – recita Serra -. Detto che ci sono giornalisti bravi, altri meno bravi, altri così così, si è già detto tutto il necessario, ed è abbastanza superfluo aggiungere che è bene non picchiarli, specialmente i meno bravi che sono quelli che dovrebbero stare più a cuore ai veri rivoluzionari. Interessante, invece, sarebbe capire come si sostanzia e dove va a parare, politicamente e culturalmente parlando, quella particolare e delicata branca dell’ostilità alle “caste” (quelle vere e quelle presunte) che è l’odio per i giornalisti: uno dei caposaldi del grillismo».

Una riflessione che va oltre ogni pour parler da bar e che apre il fronte ad una serie di domande. «E’ il Movimento abbastanza forte da sopportare di essere contraddetto? O insegue un modello (metà ridicolo, metà inquietante) di autarchia mediatica che pretende di autorappresentare (come fanno i regimi, e solamente i regimi) le proprie azioni? Se la pietra di paragone deve essere il blog di Grillo, anche tralasciando ogni polemica sull’autorevolezza degli interventi (che pure conta), il livello di aggressività, disprezzo degli altri, superficialità dei giudizi, è perfino al di sotto di quello di molte gazzette politiche che usano l’insolenza e l’approssimazione come il pane. La violenza verbale di piazza e di blog, dunque pubblica, contro gli avversari politici, contro chiunque governi e i suoi presunti “servi” è fin dal primo momento, dalle parti di Grillo, un piatto forte. Non è mobbing mediatico anche quello, con i suoi rosari di vaffanculo? Che cosa ha di migliore, di più virtuoso, soprattutto di più “vero”, quel modo di riferirsi al mondo e alle persone, rispetto al sistema dell’informazione così come è, con tutte le sue nefandezze e le sue omissioni?»

Lucidamente Michele Serra ipotizza: «sarebbe interessante capire quale genere di “informazione” il Movimento avrebbe gradito oppure autoprodotto, sulle vicende romane, nel caso gli odiati “poteri forti”, e i loro servi con taccuino e telecamera, fossero messi finalmente a tacere». Intelligenti pauca.

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  • andrea.a

    Buon giorno. Premetto che non sono un pentastellato. Il successo di Grillo é un dato di fatto.. Frutto di quel populismo di ancestrali memorie. Qualcuno, forse non ricorda le origini del fascismo.. Qua siamo al livello 2.0. Come dar torto all’evoluzione. A mio avviso la nostra “democrazia” é solo un’altra forma di dittatura.

    • potito

      nessun bavaglio! basta scrivere la verita’ e vedrete che m5s cambiera opinione verso voi giornalisti…sono cinquntanni che sparate cazzate per difendere coloro a cui mostrate il sedere quale lo Stato che vi paga!!!!!!!!!!!!!!