È di queste ore la notizia delle notifiche TARI, recapitate presso le abitazioni dei cerignolani, che per quest’anno hanno avuto una spiacevole sorpresa: la suddivisione rateale del pagamento non sarà più in 4 rate ma in sole 2. Diverse segnalazioni attraverso i social, giunte anche in redazione, raccontano di cifre, in taluni casi, abbastanza alte per le tasche dei cittadini di Cerignola. Da Palazzo di Città, invece, nessun commento circa le lamentele per la decisione che mira, forse, a un più rapido accesso a somme di denaro utili nel bilancio comunale.

La stangata, però, riguarda soprattutto la TARSU per gli immobili di proprietà della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano. Molti parroci, infatti, nelle scorse settimane si sono visti recapitare arretrati di diversi anni per cifre vicine a svariate decine di mila euro. Gli accertamenti da parte dell’ente comunale pare parlino di debiti di circa 150 mila euro totali, spalmati su diverse chiese del territorio. Toccherà ai parroci e, soprattutto, al neo Vescovo Luigi Renna ripianare la pesante eredità lasciata dal predecessore Di Molfetta.

  • gennaro

    ora cade il sindaco metta, grazie alla chiesa a( vinto) e grazie alla chiesa cade. sono felice di tutto cio’

    • Onesto

      Non da rett a sunnnn. Dovete farvi una ragione., ci vediamo nel 2020 alla faccia vostra.

      • mansueto

        sei onesto come il tuo sindaco,attenzione che va a finire che fino al 2020 vi portano le arance in cella.

  • C.Lucia

    Basta solo incassi, paghi anche la Chiesa!!!

    • Ospite1

      Certo è giusto che anche la chiesa paghi la tasse questa è giustizia sociale , ma a quanto pare il tuo sindaco non è dello stesso avviso visto che è in debito con lo Stato di diverse centinaia di migliaia di euro per evasione.

  • esausto

    se tutti i cittadini potessero pagare le tasse forse lo metterebbero un sindaco buono in questa città.