Il 1 ottobre 2016 alle ore 20.00 nella Chiesa di San Francesco d’Assisi (Chiesa Madre) in via Chiesa Madre di Cerignola (Fg), la rassegna Notti Sacre d’Arte presenta il concerto Il Vespro della Beata Vergine Maria di Monteverdi eseguito dall’ensemble Cappella Musicale Santa Teresa dei Maschi di Bari  diretto dal M° Sabino Manzo e dal M° Giulio Fratini. Dopo le tappe in Abruzzo e Marche, l’ensemble Cappella Musicale Santa Teresa dei Maschi di Bari esegue uno dei capolavori di Claudio Monteverdi, il «Vespro della Beata Vergine» del 1610, un’opera del patrimonio Barocco eseguita con strumenti e prassi vocali dell’epoca che ancor oggi sorprende per la sua modernità. La produzione, per la quale il regista Beppe Sbrocchi realizzerà un documentario durante l’interno tour, nasce dalla collaborazione fra le Associazioni Florilegium Vocis di Bari e Vox Poetica Ensemble di Fermo, ormai da molti anni impegnate nello studio, ricerca ed esecuzione del repertorio vocale rinascimentale e barocco, e l’Ensemble Nova Alta di Perugia: cooperazione che sta permettendo di eseguire un’opera particolarmente impegnativa per il coinvolgimento di un ampio organico strumentale, un coro di oltre quaranta elementi e sette solisti.

Il tutto ruota, come sempre, intorno alla possibilità di far rivivere lo splendore della musica antica in luoghi di particolare interesse storico. Capolavoro indiscusso della musica sacra di tutti i tempi, il Vespro è costituito da una sequenza di salmi ed altri testi sacri che si conclude con un Magnificat. I suoni degli strumenti antichi (cornetti, sackbut, tiorbe, viole da gamba), uniti alla potenza del coro ed ai momenti più intimi dei brani solistici, rinnovano lo splendore delle Corti di Mantova e Venezia, pur mettendo spesso l’ascoltatore di fronte ad un’affascinante modernità nell’anno in cui ricorrono i 450 anni dalla nascita del compositore cremonese, cui si deve il traghettamento della musica dal Rinascimento al Barocco.

  • increduli

    l’unico “fatto” culturale degno di nota dagli anni ’70-metà anni ’80. Dopo declino, oblio, eventi da sagrestia, processioni che sono più teatro e lunghe sfilate di consorelle e confratelli “chiacchieroni”, ministranti che scambiano l’altare e le processioni per passerelle di un festival. Sinceramente stentiamo ancora a credere.