Foto ANSA

ROMA – Si chiama Gerardo, è omosessuale, ha 20 anni e da Cerignola si è trasferito a Roma da poco tempo, sperando di trovare nella capitale un lavoro. Ma così non è stato: Gerardo lunedì scorso è stato aggredito, fisicamente e verbalmente, da tre giovani che dopo averlo pesantemente insultato lo hanno fatto cadere cominciando a prenderlo a calci. Solo l’arrivo dei passanti ha evitato il peggio. Ma Gerardo non ci sta a subire in silenzio: si è messo in contatto con l’associazione Gay Center e, con il loro aiuto, ha denunciato alla polizia l’aggressione. Nei prossimi giorni, proverà a fare un riconoscimento dei suoi aguzzini.

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«Coraggio e senso civico» – Il giovane ha raccontato la sua brutta esperienza oggi, in una conferenza stampa all’Unar, l’Ufficio Antidiscriminazioni della Presidenza del Consiglio. Il direttore, Francesco Spano, ha lanciato un appello alle vittime di omofobia a denunciare e ha detto che «queste violenze non si possono giustificare». «Ringrazio Gerardo – ha detto ancora Spano – per il suo coraggio e per il senso civico che ha avuto, denunciando l’aggressione alle forze dell’ordine. La violenza è un reato ma spesso le vittime non denunciano e ciò rende difficile combatterla. Ogni giorno si verificano episodi di violenze contro i gay, i disabili, le donne, gli anziani, gli stranieri e in generale le persone più fragili. Questo non si può tollerare».

«Non bisogna avere paura di denunciare, perché denunciare ci rende liberi» ha detto Gerardo, ammettendo che spesso non si denunciano queste violenze perché si ha paura della reazione dei propri genitori oppure di subire nuove aggressioni. Lui stesso, ha raccontato, aveva già subito un’aggressione qualche tempo fa a Foggia, mentre era con il suo compagno, ma in quell’occasione aveva scelto di non parlare per evitare che la notizia arrivasse ai suoi genitori. «Su venti ragazzi gay dell’età di Gerardo, in media solo uno denuncia» ha detto Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay center citando l’esperienza della Gay Help Line, il telefono gratuito per denunciare le violenze ai danni delle persone omosessuali, che ogni anno riceve oltre 20mila segnalazioni.

Tratto da corrieredelmezzogiorno.corriere.it – 30 settembre 2016

  • vero

    apprezzo il coraggio di metterci la faccia.

    il diritto alla sessualità è irrinunciabile

  • Pinuccio Bruno

    Piena solidarietà al nostro concittadino Gerardo per quanto accadutogli. Se fosse per me, tutti coloro che ledono la personalità dei gay, li appenderei ad una forca. E’ gente che non merita di stare in società.

  • Valerio Mininno

    Intitolare un articolo “Omosessuale di Cerignola…” è quanto di più omofobo possa essere scritto. E’ un cittadino cerignolano, picchiato per il suo orientamento sessuale. La notizia riguarda l’aggressione, sia essa per motivi religiosi, politici o di preferenza sessuale. Se fosse stato aggredito durante un pellegrinaggio, avreste scritto: Religioso di Cerignola picchiato a Roma? Basta mettere in evidenza “la particolarità” dell’essere gay!

    • john

      complimento valerio. Giustissima osservazione.
      La redazione risponde??
      ignoranti

      • manuel

        quando scrivono queste bestialità si nascondono dietro la dicitura redazione,sono dei conigli e mercenari.

        • La firma Redazione è un qualcosa di ben noto; basta visitare la pagina delle info del giornale e vedere chi sono i componenti. Viene utilizzata quando si pubblica un articolo che non è stato propriamente redatto da uno dei componenti ma è, per esempio, un comunicato stampa o un articolo ripreso dai colleghi di un’altra testata (come in questo caso). Il tutto, in questo secondo caso, è comprensibile leggendo quanto riportato in calce all’articolo, con fonte e dettagli della stessa.
          Rispetto agli insulti (perché tali sono i termini da lei utilizzati), li rispediamo direttamente al mittente certi che questi, nella sua infinità mediocrità umana e dialettica, saprà certamente impersonarli senza eguali.
          Tanto dovevamo, per dovere di verità, anche ad un utente anonimo come lei.
          Redazione

          • manuel

            Ci tengo a precisare che ho scritto in maniera pesante per esortarvi a dare spiegazioni ai vostri lettori vista la scarsità di informazioni che date.Per esempio non avete mai spiegato che il vostro famoso filtro interviene anche in caso di errori ortografici e non solo di parolacce.Vi invito a sforzarvi un po di più e a non limitarvi ad un semplice copiaincolla come spiegato da voi.Con questo vi saluto aggiornandovi sul fatto che se oggi si può fare una denuncia in forma anonima,si possono anche scrivere commenti in forma anonima,e non minacciate fesserie.

      • Ignorante è chi ignora, forse perché non conosce o forse perché si erge a fine ‘tuttologo’ senza avere le dovute competenze, un qualcosa. Noi sappiamo perfettamente che un titolo del genere fa, come si dice in gergo giornalistico, ‘rumore’, e ci è servito proprio ad alzare la soglia d’attenzione del lettore medio su un tema tanto importante e delicato, affinché si remi tutti verso una società migliore.
        Questa la risposta a chi, come lei, col dito puntato pensa di essere a conoscenza di tutti i meccanismi che sottendono la costruzione e la pubblicazione di un articolo.
        Buona lettura.
        Redazione

        P.S. Esprimere il proprio giudizio, con termini anche offensivi, senza firmarsi col proprio nome e utilizzando una mail falsa, oltre che perseguibile penalmente, sottende una incapacità di confronto dialettico.

    • Apprezziamo il suo intervento, seppur dai toni un po’ accesi, ma le facciamo notare che un titolo diverso non avrebbe avuto ricadute in termini di lettori come quelle avute. Ovviamente, non essendo del mestiere non può conoscere come si costruisce un titolo; ma può fidarsi sul fatto che non c’è alcun fine omofobo nella scelta di questo titolo che, tra le altre cose, è stato ben accettato anche dal diretto interessato.
      Grazie ancora per il suo intervento e buona lettura.
      Redazione