In molti ricorderanno la bagarre politica tra l’ex Assessore all’Ambiente della Giunta Giannatempo, Stefano Palladino, e l’attuale Sindaco Franco Metta, circa l’affidamento diretto per la fornitura di alberi natalizi decorativi e illuminazione, per la città di Cerignola. La questione parte dal lontano 2010 quando il Metta, con il fido Antonio Lionetti, oggi assessore all’Ambiente, avevano portato a conoscenza dei cittadini i fatti, denunciando che le cifre erano superiori a quanto previsto in materia di affidamenti diretti e che vi erano dei dubbi sui rapporti tra la ditta affidataria e il Palladino.

L’ex delegato giannatempiano, per proteggere la propria immagine, cita in giudizio per diffamazione i due cicognini, allora rispettivamente Consigliere comunale d’opposizione nelle fila del Movimento Politico la Cicogna, e attivista del su citato gruppo politico, per una cifra di risarcimento che il legale di Palladino ha individuato in 100 mila euro.

Riassumendo in breve, l’accusa fa riferimento a comunicati apparsi su siti web d’informazione, trasmissioni radiofoniche su emittenti locali, ed in pubblico comizio. «In particolare i convenuti contestano all’assessore di aver affidato l’appalto di fornitura e posa in opera delle luminarie di natale e di 60 abeti rossi, per un totale di 48 mila euro senza esprimere una procedura di evidenza pubblica, cioè con pubblica gara – si legge nelle premesse della sentenza di I grado -. I convenuti contestano altresì all’assessore di aver agito senza tramite del Responsabile del Procedimento per acquistare preventivi ed individuare la ditta esecutrice e denunciano pubblicamente i legami tra l’assessore odierno attore ed i proprietari della ditta appaltatrice, la Euroimpianti NC, il cui proprietario avrebbe stretti legami con un tale ing. Calice. […] Ma sull’effettività dei rapporti nulla è emerso dall’istruttoria». 

Inoltre, Palladino attraverso il proprio legale è riuscito a dimostrare che invece erano stati rispettati tutti i parametri. «Dalle risultanze processuali […] è emerso che l’importo complessivamente affidato dalla giunta comunale è complessivamente pari a 48 mila euro, di cui 35.400 per le luminarie e 12.600 per gli alberi. […] Pertanto può ritenersi che i limiti complessivi non siano stati superati».

Un tema scomodo, quello sugli affidamenti diretti sotto soglia, che è stato oggetto di critiche anche per l’attuale amministrazione da parte delle opposizioni che oggi siedono in Consiglio comunale. Il Tribunale di Foggia, quindi, nella persona del Giudice dott.ssa Aureliana Di Matteo«Accoglie parzialmente la domanda principale nei soli confronti di Metta Francesco per aver lo stesso diffamato l’attore nel pubblico comizio del 19.12.2010; per l’effetto condanna Metta Francesco al pagamento in favore di parte attrice della somma di € 10.000,00, oltre interessi dalla sentenza al saldo; […] condanna Metta Francesco alla rifusione in favore di parte attrice delle spese processuali, che liquida in € 560,00 per esborsi, in complessivi € 4.835,00, oltre spese generali al 15% cap e iva come per legge».

  • Cerignolano

    Povero Franco, prima la condanna per evasione di300 mila euro adesso 10.000 euro per la querela , ma dove troverà tutti questi soldi da pagare? Ma chi gliela fatta fare in fondo lo stipendio del sindaco di cerignola e poca cosa in confronto . Forse gli conviene tornare a fare l’avvocato che rende di più e non fa danni alla città visti i risultati ottenuti finora

    • Vincenzo

      No tranquillo tutto pagato .

      • Ospite1

        Certo sa dove prendere

  • Onrsto

    3 sono i potenti: il Papa, il Re e chi non tiene niente. CAPITO ????

  • Enzino Freud

    A vero dire, senza prendere le difese di alcuno dei litiganti, quando si “diffama” uno come Palladino non dovrebbe essere considerato reato dal Codice penale. Non aggiungo altro.

  • Cerignolanodoc

    CHI SPUTA IN ARIA …….in faccia gli arriva. Tiè Sindaco beccati questa. E non finisce qui. Che s’ pass

    • Gianni Pio

      CERIGNOLANODOC (io direi piuttosto cerignolanommoc) non cantare vittoria, i tuoi “compagni” devono penare ancora del tempo. La giustizia funziona veramente male, ma non tutti i mali vengono per nuocere.