Dopo quasi un anno di serrate indagini condotte dai Carabinieri della Compagnia di Manfredonia e coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, i Carabinieri del Comando Provinciale hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. di Foggia nei confronti di 19 persone, quasi tutte appartenenti alla malavita garganica.

Con l’esecuzione di detto provvedimento, infatti, si è neutralizzata l’azione posta in essere da un importante gruppo criminale attivo nei Comuni di Manfredonia, Mattinata e Vieste, conducendo in carcere il 34enne F.S. di Mattinata, il 49enne M.L.R. di Manfredonia (già sottoposto alla detenzione domiciliare per altra causa), ritenuti elementi di spicco del gruppo, il 48enne P.F.G. di Mattinata, il 41enne A.Q. di Mattinata, il 28enne M.S. di Monte Sant’Angelo, il 37enne L.F. di San Marco in Lamis, il 27enne A.Q. di Mattinata (già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa), il 30enne D.P.D.M. di Vieste (già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa), il 30enne G.I. di Vieste (già detenuto in carcere per altra causa), il 32enne H.H. di Vieste (già detenuto in carcere per altra causa), ed il 50enne C.C. di Manfredonia, Assistente Capo della Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Foggia.

schermata-2016-10-31-alle-14-49-30Agli arresti domiciliari invece sono finiti il 34enne P.L.T. di Manfredonia, il 32enne A.G. di Manfredonia (già sottoposto all’obbligo di presentazione alla P.G. per altra causa), il 50enne A.D.N. di Manfredonia, il 45enne M.M.D. di Vieste, il 49enne G.T. di Manfredonia, il 29enne A.F. di Manfredonia (già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa), il 43enne G.C. di Cerignola (già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa), ed il 46enne G.C. di Manfredonia (già detenuto in carcere per altra causa). Tre le persone denunciate in stato di libertà in ordine a diverse fattispecie criminose.

Le indagini, condotte principalmente dall’Arma di Manfredonia con l’ausilio del personale del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Foggia, hanno consentito di raccogliere un pesante compendio indiziario a carico degli indagati in relazione alle ipotesi delittuose contestate.

schermata-2016-10-31-alle-14-49-38In particolare nove di loro rispondono del tentato assalto ad un furgone portavalori nel novembre 2015. A capo del gruppo vi è uno dei rappresentanti della famiglia ROMITO, nota in area garganica per i fatti di sangue che l’hanno riguardata soprattutto nel corso di quella che è stata denominata la “faida del Gargano”. Gli stessi infatti, avevano meticolosamente pianificato una complessa rapina ai danni di un furgone “IVRI” con le seguenti modalità: avevano individuavano il luogo dell’assalto, controllato che non vi fosse segnale telefonico, definito le modalità dell’assalto, procurato diverse autovetture, ipotizzato l’uso di mezzi pesanti con il posizionamento di un camion sulla carreggiata ed il taglio del blindato con una motosega, effettuato numerosi sopralluoghi per individuare le vie di fuga e preparato i mezzi da utilizzare, in particolare una pala meccanica modificata a mo’ di ariete per capovolgere il blindato medesimo e procedere al taglio. Avevano anche effettuato numerose “prove in bianco” su altri automezzi. A tale scopo, gli indagati, avevano previsto anche l’uso di esplosivi e di armi da fuoco. In definitiva, tutte le fasi dell’assalto erano state analizzate e programmate con cura anche pianificando la fuga. Erano poi assai guardinghi ed attenti ai controlli dei Carabinieri avvisandosi reciprocamente in caso di posti di blocco, di presenza di Carabinieri in borghese, di eventuali controlli subiti anche in merito alle auto utilizzate. L’assalto, non fu portato a termine soltanto per cause indipendenti dalla volontà degli indagati ed in particolare grazie ad un energico spiegamento di forze, anche con l’ausilio dell’elicottero, messo in campo dall’Arma che presidiò nella circostanza il tratto individuato quale teatro dell’evento (SS 89 tra Mattinata e Vieste –località Vignanotica). Nel corso delle attività, sono stati sequestrati numerosi veicoli provento di furto nonché diverse armi da sparo con relativo munizionamento.

Nell’ambito dello stesso contesto investigativo poi, sono stati raccolti pesanti indizi di colpevolezza in capo a H.H. e G.I. in ordine ad un delitto di rapina aggravato consumato dagli indagati in concorso, travisati ed armati, ai danni del supermercato  “Simply” di Vieste in data 11 dicembre 2015. La rapina fruttava ai due autori un bottino di euro 5.000 circa.

A carico di alcuni arrestati, poi, sono emerse responsabilità penali per violazioni della sorveglianza speciale di P.S., ricettazioni, furti, detenzione illegale di un’arma clandestina e del relativo munizionamento. Quest’ultima rinvenuta durante una perquisizione posta in essere dai Carabinieri il 22 gennaio 2016 in Manfredonia. E’ stato contestato anche il furto aggravato in concorso commesso in Manfredonia il 14 marzo 2013 allorquando si impossessavano di 300 litri di gasolio sottraendoli alla cisterna servente il distributore Agip sito sul molo di levante di Manfredonia, previa effrazione del lucchetto posto sulla cisterna medesima.

L’assistente della Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Foggia, risulta gravato da un’ipotesi di corruzione poiché, con più atti esecutivi del medesimo disegno criminoso al fine di compiere un atto contrario ai propri doveri d’ufficio, dietro promessa di una somma imprecisata di denaro, si è adoperato per l’illecita introduzione all’interno dell’istituto penitenziario di un telefono cellulare. Nella circostanza, a suo carico, sono emerse anche responsabilità per gli accessi abusivi ai sistemi informatici ed a condotte di rivelazione di segreto d’ufficio.

  • stucazz

    sta bene all’assistente