Cerignola è un paese in rinascita, con dei problemi certo, ma che grazie agli investimenti dei privati sta ritrovando nuovamente la luce dopo anni di buio totale. Questa l’idea, riassunta, di chi oggi governa la città e scende in piazza, con la scusa del “No al Referendum”, per sciorinare quanto fatto (?) per i cittadini in un anno e mezzo circa di amministrazione.

Tanti i temi, dagli appalti agli affidamenti diretti sotto soglia (non era questa una modalità appartenente alla vecchia politica?), che stanno ‘riqualificando’ diverse zone, dal cimitero alla villa comunale, dalla mezzaluna all’ex liceo classico, dai mercatini itineranti nei quartieri al ‘recupero’ della zona industriale e all’Arco della Rimembranza; e poi ancora, come se non bastasse, bandi pubblici con affidamenti pluriennali di servizi fondamentali per la città, come la mensa alla Ladisa (ma non cucinava “merda”?). Insomma un paese che va a mille all’ora verso la rinascita proclamata dai palchi durante la campagna elettorale.

Poi c’è l’altra faccia della medaglia, quella che qualcuno vuole, più o meno coscientemente, sottacere e comincia a far dubitare anche alcuni componenti di maggioranza. Il tema sicurezza, ad esempio, con un Sindaco silente (non basta intervenire una volta in estate per poter dire, dopo le ultime settimane di fuoco, io avevo sollevato il problema prima), i dubbi, più o meno leciti, su alcuni atti amministrativi, la fretta con la quale si incentiva l’iniziativa privata cedendo pezzi di paese; ancora, i rumors dei media foggiani circa un possibile commissariamento. E poi c’è il linguaggio – quello sì che di istituzionale non ha davvero nulla – con epiteti al limite dell’insulto a chi, evidentemente, non solo non la pensa come il ‘capo’, ma si permette anche di esprimere il proprio parere su determinate questioni.

Dov’è la realtà? Ogni cittadino in grado di ragionare su quanto sta accadendo in città, che non si limita a gesti utili ad ingraziarsi il capo, il quale certamente alla prima difficoltà li abbandonerà in quella stessa strada dalla quale li ha prelevati, può addurre le conclusioni più semplici e banali. Il tema, però, che fa riflettere più di ogni altra cosa, è l’apparente cecità di chi dal palco o da facebook, racconta la città dei sogni convinto di poterla dare a bere a tutti i cerignolani; qual è il confine tra la realtà delle cose e quella invece narrata?

Tutto va bene ma la città non sta bene? «Lavoro incessantemente tredici ore al giorno ma da oggi mi impegnerò di più»? Un’azienda, rispettabilissima, cucina “merda” il giorno prima e ostriche e champagne il giorno seguente? Gli imprenditori hanno loschi interessi edilizi in campagna elettorale ma un minuto dopo, appena vinco, sono miei amici?  Il Prefetto – così si racconta in città tra la gente – sta indagando su alcune operazioni dell’amministrazione e ‘gli amici della penna’ sono nemici della città? Un giudice antimafia snobba l’invito del Sindaco e la colpa è di chi scrive sui giornali?

Fortunatamente poi, col tempo, bisognerà rispondere alla città, alle migliaia di cittadini che chiedono lavoro, sicurezza e trasparenza, non solamente a quei trenta yes-man pronti sempre e comunque ad applaudire.