Di fronte al dilagare degli episodi criminosi e alla difficile situazione che Cerignola sta vivendo, i nostri ragazzi non rimangono indifferenti e si rimboccano le maniche. Per dare seguito al corteo del 17 novembre scorso, durante il quale gli studenti di Cerignola hanno chiesto alle Istituzioni maggiore impegno in merito alla questione della legalità, gli alunni del Liceo Classico “Nicola Zingarelli” hanno organizzato un incontro con Pietro Fragasso e Gaetano Panunzio, membri del presidio cittadino “Hyso Telaraj” di Libera, l’associazione fondata da Don Luigi Ciotti nel 1995, che impegna attivamente altre associazioni e liberi cittadini nella lotta contro la criminalità. Durante l’incontro, svoltosi nella palestra dell’Istituto, i due membri dell’associazione hanno spiegato alla platea di studenti cos’è Libera, con quali iniziative (incontri nelle scuole, manifestazioni, campi-lavoro estivi, P.O.N) combatte la mafia e l’importanza della confisca dei beni; hanno illustrato la  grave situazione in cui versa il Foggiano, affrontando il tema della consapevolezza dell’esistenza della mafia, e hanno spiegato ai ragazzi l’importanza del sacrificio di Paolo Borsellino, Giuseppe Impastato e Pio La Torre che hanno sacrificato le loro vite in nome della lotta contro Cosa Nostra.

La mafia cerca di fare proseliti in ambienti dove purtroppo c’è ignoranza, creando una sorta di ambiente “anti-culturale”. Cosa devono fare le scuole e le istituzioni per contrastare questo fenomeno purtroppo esistente anche a Cerignola?

«Per quanto riguarda le scuole – ha dichiarato Pietro Fragasso -, alcune cose si stanno già realizzando. Ci sono stati in passato dei progetti, dei “P.O.N. Legalità” che hanno visto coinvolta Libera e altre associazioni, per cercare di spiegare cosa significa fare “antimafia sociale” su un territorio e, soprattutto, cosa significa “mafia”, riuscire a capire qual è il fenomeno e le sue caratteristiche. L’iniziativa di oggi è significativa per un semplice motivo: sono i ragazzi stessi che ci chiedono di essere presenti. Per quanto riguarda le istituzioni, è necessario che vengano organizzati più momenti, più opportunità per raccontare la legalità, per creare dinamiche legali per dare l’opportunità ai ragazzi di esprimere se stessi attraverso spazi e situazioni che possano sempre più coinvolgerli. La cosa più importante è esporsi; non bisogna essere vittime di questa specie di capestro per cui, se dici che c’è la mafia nella tua città, stai parlando male della tua città. Al contrario, stai prendendo coscienza perché la ami e cerchi di mettere in pratica delle dinamiche che possano portare a delle soluzioni».

Cerignola, sotto questo aspetto, sta forse vivendo uno dei suoi momenti peggiori. Rapine, sequestri di armi e droga, assalti a treni e furgoni, sono notizie di questi giorni. Cosa possono fare concretamente i cittadini per allontanarsi dalla mafia e fare capire che Cerignola non è una città di delinquenza?

«Cerignola è fatta soprattutto di tanta gente per bene – ci risponde Gaetano Panunzio -, di tanti singoli e associazioni che hanno come obbiettivo quello di fare del bene e di lasciare il mondo migliore rispetto a come lo hanno trovato. E’ importante parlarne, parlare di legalità e rispondere con tante iniziative. Mi piace soprattutto pensare alle scuole, al corteo tenutosi la settimana scorsa, all’incontro di oggi. E’ molto importante la partecipazione; ci sono tante iniziative legate alla legalità, tante possibilità di incontro e di formazione. E’ necessario partecipare, crescere e capire sotto questo punto di vista».

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