Proteste, campagne sul web, iniziative locali. Le mosse per combattere il problema della ludopatia in Italia sono state diverse, ma tutte hanno sottovalutato il canale di diffusione principale: internet. Le slot machine sono il simbolo del gioco sregolato, sebbene il futuro dell’azzardo sia in rete. Il pericolo è quindi contrastare il mostro sbagliato, ignorando del tutto il punto focale della questione. A oggi la vera dipendenza si crea in rete, come ha raccontato questo mese VianelloLibri.

Nel 2015 sono stati 1,56 milioni gli italiani che hanno effettuato il log in su un sito internet per scommettere. Per il 2016 il numero è in costante aumento, così come il volume di gioco. Nel 2015 la spesa per i casinò online era stata di 328 milioni di euro, nei primi undici mesi del 2016 ha superato il mezzo miliardo. Tutto questo mentre la svolta prevista dal governo procede a rilento, ostacolata dalla nuova crisi a Palazzo Chigi. Quando il numero di slot machine sarà davvero diminuito, la maggior parte dei giocatori compulsivi avrà già trasferito la propria mania su internet. Lì il controllo è ancora più difficile, perché ogni utente può impostare la cifra massima da caricare ogni settimana. Nulla vieta però di porre l’asticella all’importo dell’intero stipendio, rovinando una persona in pochi giorni.

Il successo dell’online nasce dalla rapidità del gioco. In pochi click si effettuano puntate che richiederebbero minuti in altri contesti, eliminando l’attesa e il fattore sociale delle scommesse. Molti puntatori vivono con una sorta di disagio la presenza di spettatori, anche se disinteressati o incosapevoli. Davanti al proprio PC o sullo smartphone invece la presenza di terzi è scongiurata, e le sessioni possono durare ore. Con tempi di pagamento rapidi su carte di credito, comodi per ogni giocatore. La potenza della diffusione della rete non è da prendere sotto gamba, visto che già nel 2014 erano il 64% gli italiani con una connessione internet in casa. Una percentuale cresciuta con il passare del tempo. Nelle famiglie con minorenni poi la presenza di una rete fissa sale all’89%, segno di quanto il futuro sia sul web. E sui social, che costituiscono il motivo per cui internet viene usato dall’80% degli utenti. Un’abitudine molto più diffusa al nord che nel meridione, dove la connessione è presente nel 58% delle case. Comunque meglio del 41% registrato nel 2012, rilevamento precedente.

La Puglia non è da meno, considerando i dati diffusi dalla regione. Nell’ultima raccolta dati della Regione Puglia, esattamente la metà delle persone dai 6 anni in su non usa internet, nemmeno una volta all’anno. Di chi si dedica al web la maggior parte lo fa con frequenza, pochissimi si limitano a poche volte all’anno. In crescita l’utilizzo degli smartphone, ulteriore evoluzione di un settore in forte crescita. Nel 2014 i pugliesi che dichiaravano di entrare su internet tramite cellulari di ultima generazione erano il 38%, nella prossima tornata potrebbero arrivare a superare la quota 50%. Ulteriore dimostrazione di quanto la diffusione della ludopatia dipenda da strumenti ormai nelle case dei cittadini, non più nei centri scommesse. La lotta ai mini-casinò può allontanare l’azzardo dalle città, non aiutare i giocatori problematici. Dal punto di vista psicologico internet può avere un effetto devastante sulla psiche dei ludopati, isolati da tutti tranne che dal loro problema.

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