Da alcuni anni esiste negli ospedali, ed anche in altri contesti di disagio, una nuova figura che affianca i medici: quella del “dottore-clown”; medici volontari o semplici volontari col camice colorato ed il naso rosso che cercano di alleviare le sofferenze dei pazienti e sollevare il loro stato d’animo con il sorriso. Si tratta di una vera e propria pratica medica, ideata dal dottor Hunter Doherty “Patch” Adams negli anni ’70, che prende il nome di clown-terapia, detta anche terapia del sorriso o risoterapia. L’associazione Soccorso Allegria è una realtà che ha sposato questa causa e, dal 2010, i suoi circa venti volontari si prodigano per regalare un sorriso a quelle persone che di motivi per essere felici ne hanno ben pochi.

«La nostra attività nasce come clown “di corsia” in ospedale – ci spiega Elvira Iuspa, presidente dell’associazione – ma abbiamo voluto estendere questo nostro volontariato anche in orfanotrofi e case di riposo. Collaboriamo anche con l’UNITALSI o altre associazioni come la Prader Willi di Foggia». «Sono tante le iniziative portate avanti dall’associazione -prosegue Elvira- soprattutto nel periodo natalizio. In occasione della Notte Bianca, sabato 17 dicembre, parteciperemo come figuranti al presepe vivente. Domenica 18 saremo al palazzetto dello sport per la donazione dei peluche, durante l’intervallo della partita della Libera Virtus, destinati ai bambini dell’orfanotrofio e dei piccoli pazienti del reparto di pediatria e fibrosi cistica di Cerignola; l’iniziativa proseguirà al Villaggio di Natale in piazza Duomo. Il 19 saremo  a Foggia in Piazza Giordano con l’associazione Prader Willi e il 22 saremo in piazza con gli amici dell’UNITALSI e faremo compagnia ai bambini ospiti dell’orfanotrofio “Buon Consiglio” ai quali consegneremo dei regali nella giornata di venerdì. Il 23 lo trascorreremo invece in compagnia degli ospiti della casa di riposo Manfredi e Solimine».

Cosa spinge questi ragazzi a dedicarsi a chi vive situazioni di sofferenza ce lo spiega Tea Longo, volontaria di Soccorso allegria: «Riuscire a strappare un sorriso ad un bambino malato o ad un anziano rimasto solo è un’esperienza fantastica che riempie l’animo di gioia ed è proprio questo che ci da la forza di sacrificare il nostro tempo per questa causa».

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