«Quando i sogni superano alcune lontananze e le proprie motivazioni ti spingono ad andare oltre ogni singolo problema, vuol dire che stai inseguendo la strada giusta». Questo è il traguardo di Ilaria Guercia, bomber di punta del Cerignola Femminile, che vede in una palla  e nell’odore di un campo da calcio, il proprio futuro. Per l’occasione, la ventenne cerignolana si racconta attraverso un’intervista e svela le vere motivazioni che l’anno spinta a reindossare i colori della propria città.

Chi era e chi è Ilaria Guercia?

«Ilaria Guercia è una ragazza semplice, solare e che ama stare in compagnia. È e sempre sarà così».

Cosa ti spinge ad amare così follemente il pallone e quali sensazioni provi ogni domenica? Come vivi la tua passione e com’è essere una ragazza che gioca a calcio nel nostro paese?

«La passione che ho per questo sport mi accompagna da sempre! Che sia nel cortile di casa o in un campionato di serie A, la passione e la voglia sono le stesse: credo che trovare parole più specifiche sia difficile! Il motto che uso è “ci chiamano stupide perché corriamo dietro una palla, si vede che non hanno mai provato la sensazione di gonfiare una rete!”. Nel nostro paese come un po’ in tutto il Sud una ragazza che gioca a calcio è vista con molta superficialità…magari poi ci vedono palleggiare in un certo modo o calciare bene e si stupiscono! Però io credo che un giorno la mentalità cambierà».

Hai girato in molte società sportive, quale è stata la realtà migliore e quale quella che non vorresti rivivere?

«Premetto che non c’è una realtà migliore e una peggiore: ognuna di essa mi ha arricchita in modo diverso, conoscendo nuove compagne e avversarie, persone che lavorano dietro le quinte, fisioterapisti, massaggiatori, accompagnatori, dirigenti e allenatori. Ho iniziato la mia esperienza nel calcio a 11 femminile a Barletta, dove a soli 14 anni mi sembrava di vivere il mio “sognando Beckham”; poi da lì sono entrata nel mondo del futsal, a Cerignola, nel primo campionato provinciale Acli, dove ho conosciuto il mio gruppo storico, e con una parte di loro sono andata, dopo tre anni, a Foggia e ho giocato il campionato regionale. L’anno successivo di nuovo a Cerignola, e poi la chiamata del Rionero, primo campionato di serie A per me. Un’emozione unica scontrarmi con delle società grandi come lo Statte o Locri: in seguito mi sono confrontata con una bella realtà, l’Arcadia Bisceglie; le mie compagne erano dei pilastri del calcio a 5 femminile della Puglia. Ho imparato molto con loro. C’è stata la qualificazione alle final eight a Pesaro, ma a causa di un infortunio nel riscaldamento non potevo essere a disposizione del mister e tra le lacrime ho visto la partita dalla tribuna. Però c’è stata la vittoria del campionato, insomma ci sono state delle belle soddisfazioni».

Dalla A ad una realtà nuova come quella del Cerignola Femminile. Cosa hai visto in loro? Cosa ti spinge ad indossare questa maglia e cosa realmente significa indossare i colori della propria città per te?

«Mi ha spinto il fatto che una parte del gruppo storico, di cui parlavo prima, è rimasto intatto e io non ho mai smesso di farne parte. Poi indossare i miei colori e portare in alto Cerignola è l’obiettivo primario!».

Con chi ti trovi meglio in squadra e qual è stato il momento più saliente dal tuo ingresso in società?

«Il gruppo è unico ed è fatto da un insieme di persone, quindi io mi trovo bene con tutte. Il momento più bello è stato il primo giorno, e trovare le mie compagne».

Quest’anno la vostra società sta allargando il suo giro di popolarità cittadina, ma la domanda che in molti si pongono è: “Qual è la differenza tra calcio a 5 e calcio a 11”?

«La differenza tra calcio a 11 e calcio a 5 sono le dimensioni del campo, del pallone e della porta. Il ritmo nel calcio a 5 è molto più veloce, ci sono poche pause rispetto al calcio a 11. L’obiettivo e il divertimento è lo stesso però, segnare un goal!».

Quali sono i tuoi obiettivi calcistici e dove ti troveremo l’anno prossimo?

«Di solito non mi pongo degli obiettivi, vivo la mia passione con molta semplicità, non dimenticando il fatto che per me è solo un hobby non è mai stato un lavoro. L’anno prossimo chissà. Vedremo».

Sappiamo che alleni dei ragazzi, come sensibilizzeresti le mamme delle future atlete del Cerignola Femminile? Come invoglieresti le ragazze a giocare a calcio?

«Direi semplicemente di assecondare la passione delle proprie figlie: nel mio caso, è stato anche grazie ai miei genitori se ho potuto coltivare la mia passione, perché mi hanno sempre accompagnata e seguita. Alle ragazzine direi di inserirsi in una squadra femminile e di allenarsi sempre con il sorriso, così si migliora sempre più».

Il tuo volto è stato scelto per la campagna pubblicitaria di “Io ci metto la faccia”, il progetto di Innovative Graphic Studio contro il femminicidio. Cosa hai provato quando ti hanno chiesto di fare da testimonial e perché hai accettato?

«Sono stata contenta e onorata di fare parte di questo bellissimo progetto, ho accettato perché metterci la faccia mi ha un po’ immedesimato in tante donne che purtroppo sono vittime di queste tragedie!».

Viviamo in una realtà dove il calcio a 5 femminile non è ben visto: cosa diresti ai cerignolani per venire a seguire una vostra partita? Perché dovrebbero venire? Manda un messaggio ai futuri ammiratori della squadra.

«Sarebbe un sogno che si avvera se Cerignola si accorgesse di noi. Direi che prima di giudicare basterebbe venire a vedere una partita, magari chissà, ci si diverte. Vi aspettiamo numerosi al campo di San Trifone a sostenere la nostra piccola grande realtà!».