Lo scorso 5 febbraio, il sindaco Franco Metta ha annunciato, in una nota stampa, la selezione da parte del comune di 12 nuovi operatori del Servizio Civile. Cogliamo l’occasione per conoscere meglio questa realtà, di cui molto spesso si sente parlare ma le cui storia e attività sono sconosciute ai più. Il servizio civile nasce nel 1972 con la legge 772 come servizio alternativo, della durata di 20 mesi, al servizio obbligatorio di leva per gli obiettori di coscienza che chiedevano una modalità di difesa della patria non armata. Negli anni 80 la durata del servizio civile venne ridotta a 12 mesi – come per il servizio di leva – e nel 1998 venne istituito l’Ufficio nazionale per il servizio civile, ente che ne regola le attività. Con la sospensione del servizio di leva, a partire dal 1 gennaio 2005, il servizio civile passa da un regime di obbligatorietà ad un regime di volontarietà con la legge 64/2001. I volontari prestano  servizio per un anno presso gli enti accreditati, come i comuni e la Caritas, in progetti che vengono selezionati dall’ufficio nazionale.

Abbiamo incontrato Giuseppe Russo, responsabile per il servizio civile Caritas diocesana, che, in esclusiva per lanotiziaweb.it, ci ha illustrato quali sono le attività svolte dal servizio civile sul territorio.

«La Caritas diocesana – ci spiega Giuseppe Russo – da anni si occupa di servizio civile quale opportunità di educazione dei giovani alla pace e alla solidarietà e attraverso loro educare la comunità territoriale agli stessi valori. Il progetto attualmente in corso è intitolato “Give peace a chance” e si svolge presso le parrocchie San Francesco, San Domenico e San Trifone (a Cerignola) e S.S. Crocifisso (ad Ortanova) che dispongono di tre volontari ciascuno. Si tratta di un progetto principalmente rivolto ai minori, in cui i volontari svolgono attività di recupero scolastico, ludiche e sportive cercando, attraverso queste attività, di contrastare fenomeni come la dispersione scolastica o la devianza minorile e trasmettere valori positivi».

La dott.ssa Laura Gallucci, responsabile per il servizio civile presso il comune di Cerignola, ha illustrato quali sono invece i progetti proposti dal comune, a cui parteciperanno i nuovi 12 operatori.

«E’ importante ricordare che il servizio civile torna a disposizione del comune di Cerignola dopo 5 anni di assenza – chiarisce la dott.ssa Gallucci –, e questa si tratta di una grande opportunità sia per i ragazzi volontari, che possono fare esperienza, sia per il comune di Cerignola, che può portare al meglio le attività programmate. Questi volontari andranno a supportare le attività che già si svolgono presso i centri sociali gestiti di proprietà del comune: il “Don Antonio Palladino” – gestito dalla cooperativa “Nuova Alba” e diretto dalla Caritas diocesana – e quello gestito dalla cooperativa “Padre Pio”. La principale attività che i volontari del servizio civile svolgeranno sarà di supporto ai minori, con l’obbiettivo di contrastare l’evasione dell’obbligo scolastico. I bambini segnalati dalle scuole verranno accompagnati a scuola dai volontari e supportati con attività di doposcuola nel pomeriggio. Inoltre – prosegue la dottoressa – la presenza di nuovi volontari, permetterà di includere altri minori, anche portatori di handicap, nelle attività dei centri sociali, con l’organizzazione di eventi ludico-sportivi anche presso le strutture comunali, come il palazzetto dello sport. Anche in estate verranno organizzate attività ludiche dedicate ai ragazzi».