Si susseguono cambi ai vertici all’interno dell’Ospedale Tatarella di Cerignola. Già da una settimana infatti è in servizio il nuovo primario Alessandro D’Afiero, in arrivo dal Santa Maria di Pietà di Casoria, Napoli. Tra i meriti del medico napoletano vi è quello di aver ideato una nuova tecnica di per la terapia conservativa del prolasso genitale. Una specificità che potrebbe generare mobilità di pazienti dalla vicino territorio campano verso il nosocomio cerignolano.

Ma se da un lato vi è l’arrivo di un nuovo medico potrebbe presto mancare una unità nella già colpita ortopedia. Infatti il reparto, chiuso alla degenza e all’attività operatoria da fine gennaio potrebbe vedere la perdita del dottor Nicola D’Alessandro, in via di pensionamento, che, a sentire i ben informati, sarebbe intenzionato ad anticipare l’interruzione dell’attività medica.

Ma se di cambi al vertice si parla, il pensiero va subito alla direzione sanitaria del presidio. Infatti il dopo Rocco Dalessandro si è caratterizzato per un “triumvirato a intermittenza” dei sanseveresi Costantino, Vocino e Fida. Ad oggi vi è un avviso datato 2010 al quale Vito Piazzolla potrebbe – chissà quando – dar seguito. A tal proposito, in ragione dello scorrimento, il nome più probabile per la direzione del Tatarella resta quello di Daniela Pedà, oggi in servizio ai Riuniti di Foggia e già a lavoro in terra ofantina nei primi anni novanta.

A fronte dei cambiamenti in atto e possibili torna alla mente l’esigenza di potenziamento di un presidio tanto importante com’è Cerignola, che serve un territorio vasto con esigenze di ogni tipo.