Un modo per ammazzare, far passare il tempo, ma pure per alleviare e attenuare tensioni emotive. Sono queste probabilmente alcune delle principali motivazioni che spingono molti anziani ad appassionarsi e a buttarsi sul gioco d’azzardo. Ma il tutto può essere legato anche a condizioni di solitudine. A confermarlo è una intervista alla psicologa Debora Bianca, la quale afferma che “le dipendenze e la ludopatia possono essere strettamente connesse a situazioni di dolore e abbandono. La vedovanza, per esempio, avvicina le donne al gioco, cosa che si va a sommare a tutto ciò che comporta la vecchiaia. Va detto molti anziani, anche quelli che si dedicavano al gioco durante la giovinezza, considerano l’attività come un palliativo per riempire un vuoto. La situazione peggiora quando si inizia con le cosiddette macchinette, perché con queste, generalmente, il comportamento compulsivo tende ad accentuarsi”.

Non va dimenticato che la vecchiaia è una fase della vita abbastanza delicata, in quanto si prende in coscienza delle cose che si hanno e che si perdono. In questo periodo contano come non mai il rapporto con i figli e i nipoti, che però, troppo spesso, è mediato e rovinato dalla tecnologia. Il contatto umano ormai sta via via spegnendosi e diventando sempre più raro. L’anziano inizia a sentirsi solo, estraniato e non al passo con i tempi. Insomma, in parole semplici, una sorta di pesce fuor d’acqua.

Il vero problema dunque appare essere la solitudine. Infatti non è un caso che l’’essere celibi/nubili, vedovi o separati comporta una maggiore probabilità di diventare giocatori a rischio o problematici, così come soffrire di depressione, ansia o disturbi di natura nervosa. I giocatori coniugati, in buona salute, in una condizione di vitalità, benessere e positività, hanno minori probabilità di cadere nel gambling patologico. Il rischio in questi casi è quello di conseguenze abbastanza gravi, come debiti, marginalità sociale e comportamenti illegali.

Sicuramente parliamo di un fenomeno diffuso in tutta la Penisola. I dati pubblicati dall’Osservatorio “Insieme contro l’azzardo” hanno evidenziato come la Puglia sia una regione dove il gambling trova terreno, in particolare nelle province di Bari e Taranto, quest’ultima ha registrato un incremento del 35% delle giocate nel 2016. A fare da traino sono sempre le slot machine, ma importante è anche il contributo delle scommesse sportive e del gioco online. “Più la gente si impoverisce più aumenta il consumo dell’azzardo. Preoccupa anche il fenomeno dei prestiti illegali: sono ritornate ad esempio le figure degli usurai di quartiere. La gente che non ha i soldi e spera di vincerli con l’azzardo si rivolge a queste persone e alla fine si indebita ancora di più”, ha affermato il coordinatore nazionale dell’Osservatorio Attilio Simeone.

Davvero è tutta una questione di solitudine e abbandono? “Gli anziani di fronte alle slot machine sono soli, loro e il gioco, nessuno chiede niente, non c’è bisogno di spiegare nulla. La slot presenta luci e suoni, stimoli molto forti per una persona che sta perdendo la capacità di vedere e sentire meglio. Come uscire dal tunnel? Solo ritrovando gli affetti”. A parlare è sempre Debora Bianca. E forse bisognerebbe iniziare a darle credito. Un punto importante da cui partire e iniziare.

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  • Nicola fratello di Andrea

    si fottono tutta la pensione, lo Stato che fa?????? E’ colluso con banditi e mafie, la gente si rovina.