Una giornata tesa alla formazione, all’informazione e al confronto su un tema molto attuale come la violenza domestica e quella assistita, cioè sui minori che assistono a ripetute scene di violenza sia fisica che verbale tra i genitori o, comunque, tra soggetti a lui legati affettivamente, che siano adulti o minori. Il convegno, organizzato dall’Ambito territoriale di Cerignola in collaborazione con il Centro antiviolenza (Cav) ‘Titina Cioffi’ della città ofantina, ha inteso evidenziare le tecniche di monitoraggio del fenomeno e la pianificazione di strategie d’intervento, grazie alla presenza di esperti e operatori del settore.

Dopo i saluti del sindaco di Cerignola, Franco Metta, della direttrice del distretto socio sanitario dell’Asl di Foggia, Anna d’Angelo e l’intervento del primo cittadino di Stornarella, Massimo Colia, presente tra il folto pubblico (così come una nutrita rappresentanza delle scuole cerignolane), si è entrati nel vivo degli interventi. Si è trattata, nello specifico, di un’analisi scientifica, nella consapevolezza dell’importanza di un continuo confronto tra persone competenti in materia e le loro conoscenze. La condivisione, quindi, prima di tutto, perché si impongano corretti metodi per la gestione dei casi di maltrattamento/violenza, a partire in particolare dal mondo delle scuole e attraverso tutto il personale scolastico (non solo gli insegnanti), perché le prime vittime di violenza, in quanto più vulnerabili, sono proprio i minori.

E’ Giulia Sannolla, funzionaria referente dell’assessorato al Welfare della Regione, a snocciolare in numeri. Tra i minorenni, la violenza assistita avviene nel 65 per cento dei casi, di cui nel 35 sono vittime di sesso maschile. Come ha affermato Rosangela Paparella, Garante regionale Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, “la Puglia è la prima regione ad aver varato un sistema di  monitoraggio dell’esistente, ovverossia dei casi già conosciuti dai servizi sociali. E nelle linee guida per la prima volta si parla di violenza assistita, fino ad oggi sempre relegata all’ambito degli addetti ai lavori (come gli assistenti sociali). La violenza assistita si dimostra come un patrimonio diffuso di conoscenza, di conseguenza una violenza affatto invisibile ma diffusa”. “Non bisogna dimenticare come le violenze non sono solo quelle fisiche – sottolinea Maria Grazia Foschino Barbaro, psicologa e referente del progetto GIADA –, altrettanto gravi sono quelle di tipo psicologico”.

“Abbiamo intrapreso un percorso – conclude Rino Pezzano, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Cerignola –, ora conosciamo dei dati e da qui dobbiamo ripartire per lavorare in maniera ancora più intensa, dobbiamo scavare nel sommerso e provare a capire determinate problematiche nel minor tempo possibile. Dobbiamo operare per senso di dovere, perché questo è il ruolo degli amministratori”.