Ancora problemi per l’Ospedale Giuseppe Tatarella di Cerignola, dopo che da un mese il reparto di Ortopedia ha chiuso le porte a degenza e attività operatoria, con medici in malattia e carenza strutturale di personale. Con soli quattro medici e il primario – pare -prossimo alla pensione, la riapertura di ortopedia pare davvero cosa non facile.

Idem dicasi per il Centro Trasfusionale, dove è tutto affidato al “solo” dottor Di Stefano. Uguale situazione anche per Cardiologia, dove la mancanza di due medici, il cui contratto è scaduto il 16 febbraio scorso, sta arrecando non poche difficoltà. Con soli 8 medici in servizio, come prevede la ormai vecchia pianta organica, diventa difficile far funzionare un reparto.

E di vitale importanza per il nosocomio è anche l’attività operatoria, oggi fortemente influenzata dalla mancanza di anestesisti. Nell’ultimo anno infatti tale carenza ha fortemente ridotto l’attività operatoria. I limiti per le branche chirurgiche sono notevoli e restare o arrivare a Cerignola per un medico significa, allo stato attuale delle cose, “pregiudicarsi la carriera”.

Sul piede di guerra diverse sigle sindacali che lamentano ritardi nelle assunzioni da parte dei vertici dell’ASL. Una situazione che fortemente si riflette sul presidio cerignolano, orfano di un direttore sanitario “a lungo termine”. Oggi il Tatarella, nato come struttura di avanguardia, con reparti d’eccellenza, subisce giorno dopo giorno un “declassamento” nei fatti, secondo i mal pensanti, frutto di una precisa volontà politica di trama barese.

  • ERRICO

    BRAVI BRAVI !!!!!!!!! ANCORA ADESSO APRITE GLI OCCHI !!!!!
    I NS POLITICI SI SONO SOLO SCORNATI TRA LORO FACENDO IL GIOCO DEGLI ALTRI !!!!!!1