L’Istituto Agrario Pavoncelli di Cerignola, all’interno del percorso di alternanza scuola lavoro 2^ annualità, denominato “Impresa Formativa – comparto olivicolo oleario”, arricchisce il proprio know how, partecipando ad incontri tecnici sul comparto olivicolo pugliese.

Il 1° marzo ha visto la partecipazione alla giornata dimostrativa di “Potatura meccanica e meccanizzata dell’olivo con pretrattamento e raccolta delle biomasse” presso il centro didattico di Valenzano del Dipartimento di Scienze agro-ambientali e territoriali dell’Università di Bari. A guidare gli studenti è stato il prof. Salvatore Camposeo, uno dei più esperti docenti ricercatori del comparto, profondo conoscitore dell’intera olivicoltura pugliese. Al prof. Camposeo si deve l’impianto nell’azienda agraria annessa all’istituto dell’oliveto superintensivo, fiore all’occhiello del Pavoncelli, visibile passeggiando lungo corso Scuola agraria. L’oliveto della superficie di Ha 1.00.00 è stato  realizzato nel 2001 con il contributo della Regione Puglia e la partecipazione attiva dell’Università di Bari. Si tratta di un impianto di elevata densità con cultivar spagnole insieme a cultivar diffuse sul territorio regionale e nazionale ed altre derivate dalla ricerca di Università Italiane. L’impianto è nato come campo sperimentale  finalizzato alla verifica dell’adattabilità delle cultivar italiane a questa tipologia di allevamento. Sin dall’epoca della messa a dimora è stato seguito dal prof. Salvatore Camposeo, che ancora oggi ne segue l’evoluzione e annualmente detta specifiche indicazioni circa le tecniche agronomiche e colturali da adottare, nonché rettifiche e integrazioni, oltre al programma di difesa fitosanitaria. L’impianto è, dunque, un modello dell’olivicoltura pugliese e della ricerca correlata e, vista la vetustà, può e deve considerarsi patrimonio dell’intero territorio pugliese.

Il 9 marzo  l’appuntamento è stato presso la sala congressi dell’Hotel Ottagono in Andria per la partecipazione al seminario tecnico, coordinato dal dott. agronomo Gianluca Chieppa, vicepresidente A.R.P.T.R.A.,  Associazione Regionale Pugliese dei Tecnici e Ricercatori in Agricoltura.

Gli studenti hanno potuto arricchire le loro conoscenze, seguendo con interesse  il tema della giornata “Olio e innovazione: la nuova frontiera dell’estrazione con ultrasuoni”, discusso dalla brillante prof.ssa Maria Lisa Clodoveo del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari  dell’Università di Bari “Aldo Moro” e dal prof. Riccardo Amirante, docente di Macchine e sistemi per l’energia e l’ambiente del Politecnico di Bari.

La prof.ssa Clodoveo ha illustrato i vantaggi dell’impiego degli ultrasuoni nel processo di estrazione che riguardano anche la qualità del prodotto: l’olio estratto presenta un contenuto di molecole ad azione salutistica superiore rispetto al prodotto tradizionale, conservando tutti i pregi organolettici di un alimento di alta qualità.

I risultati illustrati hanno dimostrato che l’impianto, che è in grado di somministrare ultrasuoni condizionando termicamente al contempo la pasta di olive, determina simultaneamente un significativo incremento di resa e un miglioramento del profilo in antiossidanti dell’olio prodotto. Il trattamento ad ultrasuoni non compromette la sintesi dei composti volatili. Inoltre la valutazione da parte di un panel ufficiale di assaggio, ha evidenziato un profilo organolettico più armonico negli oli prodotti con la tecnologia innovativa rispetto alla tradizionale.

L’evento si è concluso con un momento conviviale organizzato dagli studenti del Pavoncelli con degustazione degli spumanti prodotti nella cantina di istituto, il “San Martino”, spumante bianco di uve bombino e fiano, e l’”Atabulus”, spumante rosato di uve bombino nero.