«Una provocazione politica quella di annunciare da parte di Francesco Miglio il nuovo organigramma del governo provinciale senza consultarsi con nessuno o, per lo meno, “inaudita altera parte” (ovvero, il gruppo consiliare PD)».

«Un pugno politico in pieno viso non solo nei confronti della comunità del Partito Democratico ma soprattutto, – sostiene il Consigliere Provinciale Tommaso Sgarro , nei confronti di Raffaele Piemontese il quale, in conferenza stampa, ha sostenuto l’inderogabile esigenza politica di garantire discontinuità e nuova linfa al governo provinciale attraverso l’indicazione di un esponente del PD nel ruolo di nuovo Vice Presidente dell’Ente. Il comportamento di Miglio, dunque, è inaccettabile, – aggiunge il consigliere Sgarro -. E siamo certi che Raffaele Piemontese, anche in nome e per conto di tutti noi, saprà reagire nel modo più adeguato coinvolgendo nelle decisioni da assumere l’organo dirigente competente. Anche perché, altrettanto inaccettabile, è il tentativo di Miglio di coinvolgere lo stesso Piemontese nella grave responsabilità politica di avere ingessato per oltre due mesi l’attività amministrativa e di governo dell’Amministrazione Provinciale».

«Oltre che titolare di importanti responsabilità politiche Raffaele Piemontese è rappresentante istituzionale e di governo di questa Regione. Ed è pienamente consapevole della necessità di non piegare mai gli interessi istituzionali e di governo della collettività a quelli di Partito. Giammai quindi, ne siamo certi, Piemontese avrebbe potuto chiedere a Miglio di soprassedere all’avvio della nuova fase di governo provinciale adducendo a motivazione esigenze di Partito – continua Sgarro –In ogni caso, ove ci fosse un fondo di verità in quello che ha detto, Miglio dovrebbe spiegarci come mai tiene così tanto alle richieste (improvvide) del Partito Democratico quando si tratta di rinviare decisioni importanti per gli interessi della collettività provinciale e, viceversa, lo ignora fino alla mortificazione quando si tratta di operare nomine a lui o a chi per lui congeniali».

«Chiediamo a Miglio di fare il Presidente, se “se la sente”. Altrimenti abbia il coraggio di assumersi le proprie responsabilità senza improbabili scaricabarile. Noi ce ne faremo una ragione. Ma non si può neanche più vedere un Ente Provincia con un Consiglio provinciale mortificato, come è successo ieri. Sull’o.d.g. della viabilità dei Monti Dauni, si è fatta una pessima figura, consumata inoltre sotto lo sguardo attonito dei sindaci. Un consiglio che non decide e sa solo rinviare non serve a questo territorio. – conclude Sgarro Serve cambiare la marcia e meno improvvisazione. E serve rispetto nei confronti della comunità del PD». 

Gli fa eco Raffaele Piemontese, Segretario del PD foggiano e Assessore regionale della Giunta Emiliano. «Il decisionismo a favore di telecamera mostrato dal presidente della Provincia Francesco Miglio rischia di compromettere l’armonia politica e istituzionale a Palazzo Dogana. L’annuncio televisivo e solitario della nomina del vice presidente dell’Ente mortifica l’intera coalizione e non solo il Partito Democratico. Sia chiaro, nessuno rivendica o, peggio, si aggrappa a poltrone istituzionali, tant’è che la nostra richiesta della vice presidenza scaturisce solo da un ragionamento politico fondato sul risultato elettorale: il PD ha raccolto più voti all’interno della coalizione e tra gli amministratori della Capitanata, grazie alla capacità di allargare l’area di consenso oltre il proprio perimetro. Con il presidente Miglio abbiamo avviato il necessario confronto su questo e sugli altri temi politici in agenda, con l’obiettivo di innovare il profilo amministrativo della Provincia e rafforzarne l’azione d’interlocuzione con gli altri attori istituzionali territoriali e regionali. E’ vero che 10 giorni fa ho dovuto declinare la mia disponibilità ad un incontro di coalizione a causa di impegni istituzionali e politici, anche derivanti dall’apertura della fase congressuale; ma non ho mai detto che si deve attendere la fine del congresso del Partito Democratico per definire le questioni amministrative dell’Ente. Il presidente non si azzardi ad imputare al PD  rinvii e ritardi che appartengono al suo consolidato modo di condurre le relazioni con le forze politiche, a Foggia come a San Severo.Tra il nostro dibattere e il suo traccheggiare non c’è alcuna relazione. Il presidente Miglio ha sempre potuto contare sul sostegno del Partito Democratico; vorremmo continuare a sostenerlo, ma chiediamo più rispetto. Per questo riteniamo che sarebbe utile non procedere ad alcuna nomina in attesa della necessaria riunione di coalizione. E’ in quella sede che, collegialmente, decideremo chi fa cosa e con quale obiettivo. Archiviare quanto prima questo incidente e mettersi al lavoro con rinnovato impegno sui problemi del territorio è nell’interesse della Capitanata».