All’esito di una complessa indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, tesa al contrasto dei traffici illeciti, i Finanzieri del Comando Provinciale di Foggia, nel 2008, individuarono due distinte associazioni a delinquere – una operante nel napoletano e l’altra in questa provincia, composte, complessivamente, da 32 soggetti – dedite al contrabbando di alcool ed alla vendita di olio extravergine di oliva adulterato nonché al furto ed alla ricettazione degli stessi prodotti. In particolare, le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Foggia accertarono che gli indagati si approvvigionavano di alcool:

  • acquistandolo, in evasione di imposta, da un opificio nel napoletano;
  • tramite furti perpetrati a danno di una distilleria di Carapelle,

per poi piazzarlo in tutta la provincia di Foggia ad un prezzo di molto inferiore a quello di mercato: il costo oscillava dai 7 ai 10 euro rispetto ai 15/20 regolari perché gravati dall’accisa, un’imposta indiretta che si applica sulla produzione o sui consumi di determinati beni. Oltre al prodotto alcolico, le due consorterie criminali smerciavano fraudolentemente olio di semi di bassa qualità che, opportunamente miscelato con clorofilla, veniva commercializzato per “extravergine di oliva”.

L’attività si concluse con l’arresto di 22 dei soggetti denunciati – dei quali 18 in carcere – nonché con il sequestro di:

  • 522 litri di alcool;
  • 300 contrassegni di Stato contraffatti;
  • 2,2 tonnellate di falso olio d´oliva;
  • 1 opificio per la produzione di alcool distillato in provincia di Napoli;
  • 1 autoparco in Cerignola (FG);
  • beni mobili ed immobili per un valore prudenzialmente stimato in 4 milioni di euro.

All’esito dell’iter processuale 8 soggetti – C.M. di anni 58, D.L. di anni 44, S.A. di anni 56, Z.A. di anni 68, originari di Cerignola, S.S. di anni 57, V.G. di anni 58, originari di Foggia nonché R.G. di anni 49 originaria di Carpino e S.F. di anni 53 originario di Vico del Gargano – sono stati condannati, in via definitiva, dalla Corte di Appello di Bari, a pene detentive che vanno da 1 anno e 6 mesi a 3 anni e 8 mesi. Nei giorni scorsi i militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Foggia li hanno tratti in arresto e tradotti in carcere dove dovranno scontare le pene loro inflitte. Per tre dei condannati è stata concessa la sospensione della pena e la possibilità di accedere misure alternative.

L’attività di contrasto alle frodi in argomento, tuttora in corso, è finalizzata a tutelare non solo gli operatori del settore, che subiscono così una forma di concorrenza sleale, ma soprattutto i consumatori che, spesso ignari della illiceità della provenienza, non ricevono alcuna garanzia sull’eventuale pericolosità di tale tipologia di prodotti per la loro salute.