Da un lato la Liberazione e il senso di una festa tra le più importanti per chi difende nei fatti la parola “democrazia”; dall’altro le polemiche, la rivalità comunista-fascisti e lo “sfascismo” di recente conio. In questo alveo si è consumato un 25 aprile “diverso” dal quale si possono, come da ogni cosa, trarre delle conclusioni importanti.

L’associazione di promozione sociale SOS Cerignola organizza in mattinata una manifestazione commemorativa a Valle Cannella, dove nel 1943 morirono 11 ragazzi. L’amministrazione è presente e sposa l’iniziativa dei volontari di SOS. «Questo luogo è il nostro passato – ha detto Metta intervenendo – ma continuerà ad essere il nostro presente dal quale attingere motivazioni per costruire il futuro della nostra Città, dal quale caricarsi di speranza e fortificasi per combattere contro lo sfascismo di coloro che mirano puntualmente a demolire quanto di buono si realizza, dal quale nutrirsi di conforto e procedere sereni nel cammino della costruzione. Valle Cannella dovrà rappresentare il riscatto di una giovane società che vuole ricordare, vuole riscrivere la storia partendo dai luoghi in cui questa si è compiuta, vuole guardare il futuro tenendosi stretto il passato».

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La stessa associazione a margine della commemorazione in mattinata realizza una giornata all’aria aperta, la seconda edizione della “Sagra del pecorino e della fava” presso il Santuario della Madonna di Ripalta. Un momento ludico che diventa anche un’opportunità per tanti cittadini di passare una giornata all’aria aperta.

Nel pomeriggio, l’ANPI “Pasquale Specchio”, critica nei giorni scorsi per la mancata organizzazione di una manifestazione istituzionale dell’amministrazione, realizza un corteo per giungere alla consueta deposizione di una corona di fiori presso il monumento a Teodato Albanese. Il tutto non prima di recarsi a trovare la 99enne partigiana Filomena Della Croce, moglie dello storico Sindaco di Cerignola e Senatore della Repubblica, nonché partigiano, Pasquale Specchio, a cui il locale circolo dell’associazione è dedicato. Merito dell’ANPI è riuscire a mettere insieme molte persone e sigle, come Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Movimento “articolo 1” ed altri, uniti di fronte ad un momento che è “storia della democrazia” in Italia.

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Di certo una giornata differente dalla tante trascorse a Cerignola, quando la città era “rossa” e quando, dal ’93 in poi, virò al “nero”. Per il primo cittadino una «celebrazione diversa da quella tradizionale», ma fattivamente non vi è nulla di diretta organizzazione dell’amministrazione. Un segnale preciso di Metta, sostengono dagli ambienti di centrosinistra, il non voler legare direttamente il proprio nome alle celebrazioni del 25 aprile. Quel che resta, oltre le volatili polemiche, è l’impegno di SOS Cerignola, dell’ANPI e di tutti quelli che hanno inteso ricordare la Liberazione.