Tra i cittadini di Cerignola serpeggia la preoccupazione per le sorti dell’Ospedale, soprattutto dopo la messa in evidenza di diverse criticità ad opera dell’europarlamentare Elena Gentile, che fu assessore alla sanità nel passato governo Vendola, e la replica “poco soddisfacente” del direttore generale dell’ASL Foggia Vito Piazzolla.

A tenere calda la questione, a distanza di poche ore dalla nota della Gentile, è il comitato MO AVAST, sceso nuovamente in campo dopo le proteste del febbraio 2016. La parole di Piazzolla non hanno per nulla convinto i cittadini in protesta, che inviano all’indirizzo del direttore domande precise, puntuali, come quelle che pochi giorni fa la stessa Elena Gentile aveva posto all’attenzione dei cerignolani.

«Tutte le rassicurazioni che ci sono state fatte sono risultate soltanto illusorie» affermano senza mezzi termini dal comitato. E alle principali criticità, tra cui la mancata nomina del direttore sanitario, le dimissioni di due medici e del primario nel reparto di Chirurgia, le difficoltà del centro trasfusionale e delle sale operatorie, fino al pronto soccorso e alle dimissioni del primario di Urologia, aggiungono: «il problema principale sono le lunghe liste d’attesa degli interventi chirurgici, per mancanza di anestesisti che sta portando ad una riduzione della produttività. A fine anno diranno che sono diminuiti gli interventi, i parti, le consulenze ed altro e ridurranno i posti letto».

Nella giornata di ieri un primo sit-in di due ore dinanzi all’ospedale, le cui foto sono state postate anche sulla pagina Facebook di Michele Emiliano, a cui vengono imputate gran parte delle colpe.

«Non è intenzione né della Regione Puglia, né della Asl ridimensionarlo» aveva detto Vito Piazzolla dalle colonne de La Gazzetta del Mezzogiorno sabato 22 aprile riferendosi al nosocomio cerignolano. «Dal mio insediamento ad oggi – diceva -, sono stati avviati 57 concorsi per il conferimento di tutte le funzioni e i ruoli vacanti». Seppur con impegno, Vito Piazzolla non riesce a spegnere gli animi che sembrano tutt’altro che tranquilli. Nel silenzio di gran parte della politica sulla questione, la difesa del nosocomio cerignolano è affidato alle parole e alle azioni dei soli Elena Gentile e del comitato Mo Avast.

Ma il botta e risposta si annuncia efferato e travalicherà la questione in sè. E’ chiara Elena Gentile: «di questo, e non solo chiederemo conto al Presidente Emiliano a cui rivolgiamo l’invito a rimanere in Puglia riconoscendo ai cittadini il loro diritto ad avere, dopo due anni di distrazioni, un capo di Governo che si prenda cura del suo territorio».

Dal comitato MO AVAST invece trapela la volontà di proseguire le proteste, magari sotto il Palazzo della Presidenza della Regione a Bari, con un nuovo sit-in.

  • Matteo

    Un comitato chiamato “Mo’ avast” che peso e che credibilità potrà mai avere?
    Me vergogno di essere nato in questo letamaio!

    • carmela

      si ma la crisi sta