Nella serata di martedì 2 maggio, il MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale) di Cerignola ha aperto ufficialmente il proprio ciclo di incontri con gli autori, intitolato «Abitare il Giardino con i libri». Ad inaugurare questo mese all’insegna dell’editoria, e che avrà luogo presso la nostra Curia Vescovile, è stata la presentazione del libro «Dio del Cielo vienimi a cercare-Faber, uomo in ricerca» di Salvatore Miscio ed edito da AVE. Salvatore Miscio è sacerdote dal 2005, specializzato in Antropologia Teologica, docente presso l’ISSR di Foggia, dottore di ricerca presso la Facoltà Teologica Pugliese, Responsabile del servizio per la Pastorale Giovanile e Vocazionale dell’Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo ed Assistente ecclesiastico diocesano e regionale per il settore giovani di Azione Cattolica.

Questo libro nasce da una ricerca sui testi di De André e a parlarne in esclusiva a lanotiziaweb.it è proprio lo stesso autore: «Ho un grande amore per Fabrizio. L’ho scoperto in adolescenza e l’ho sentito sempre mio, fino a farlo mio. Ho ricercato tutta la sua discografia, ho cercato sempre di seguirlo. Purtroppo non ho mai avuto modo di vedere un suo concerto dal vivo. Ho sentito il bisogno di fare una ricerca che non fosse la tradizionale ricerca – prosegue Don Miscio – nei soliti luoghi dove si cercava Dio, ma andando anche a fianco di persone che avessero percorsi altri. Questo perché proprio allora – quando l’ho iniziata – si percepiva quel fermento nuovo che c’è nella Chiesa e che oggi ci ha portato, con Papa Francesco, a confrontarci e dialogare con tutti». In merito al controverso rapporto di De André con Dio, Don Salvatore Miscio afferma: «Nelle sue canzoni, Faber parla di Dio in maniera critica, ironizzando, quasi mettendone in dubbio l’idea, o meglio, chi usa quell’idea solo per i propri interessi personali. Ma quando parla a Dio nei suoi brani, esprime quasi delle preghiere, tirando fuori il bisogno che ha di Dio, quello che Gesù Cristo ci ha rivelato». Dando uno sguardo al panorama musicale contemporaneo, l’autore ci dichiara: «Eredi di De André ce ne sono tanti, ma nessuno raccoglie tutte le sue caratteristiche. Sento però molti cantanti che vanno sulla musica di carattere narrativo, assumendo temi impegnati e tralasciando le cosiddette “canzonette”. C’è una ricerca del cuore che oggi emerge da tanti cantautori italiani».

Questo slideshow richiede JavaScript.

L’incontro ha visto Don Salvatore Miscio, davanti ad un pubblico variegato per età e molto partecipe, sviluppare tanti dei temi trattati nei testi di De André, temi fortemente connessi alle vicissitudini biografiche di un cantautore/poeta che aveva il bisogno innato di raccontare, in parole ancor prima che in musica. Il ritratto che ne è venuto fuori è quello di un Faber desideroso di narrare l’irripetibile individualità di ogni uomo, inserendo fra quegli uomini anche Gesù Cristo. Ma c’è anche un De André che si fa portavoce di un’accusa verso il potere e la sua etica ipocrita (il «vecchio professore» de “La città vecchia” ne è il più lampante esempio). Diversi i forti legami di amicizia che hanno caratterizzato la vita di Faber, da Paolo Villaggio a Luigi Tenco – il cui trauma del suicidio del 1967 lo portò a scrivere la bellissima “Preghiera in gennaio” – per finire con Francesco De Gregori – con cui “si alternava” nella stesura dei testi: se De André era uno scrittore notturno, De Gregori era invece un mattiniero.

Ad accompagnare l’autore in questo percorso vi è stato il fondamentale contributo de “La cattiva strada band”, che ha riprodotto in maniera decisamente creativa alcuni dei testi capolavoro di Faber, da “Bocca di rosa” a “La città vecchia” a “Spiritual”. L’incontro è stato anche caratterizzato dall’esposizione di alcune opere dell’artista, nostro concittadino, Lorenzo Tomacelli, disegnatore anche della locandina ufficiale della rassegna. I suoi quadri hanno funto da splendida cornice del Salone “Giovanni Paolo II”. Il secondo appuntamento nel calendario degli incontri del MEIC è fissato per giovedì 11 maggio con «Bambini a perdere» del dottor Gianni Lannes.