Sabato 6 maggio alle ore 10:00, presso l’aula magna del Liceo Scientifico “A. Einstein”, si è svolto un interessante convegno sul tema del bullismo e cyber-bullismo rivolto ai ragazzi del liceo scientifico e del I.I.S.S. “Augusto Righi”, che hanno seguito il corso  di informazione e formazione “Educazione alle relazioni”, organizzato dalla Inner Wheel di Cerignola e dall’associazione “LOGOS” di Foggia col fine di informare e formare i ragazzi su questa tematica.

Relatori della conferenza sono stati il prof. Gabriele Dimitrio – psicologo, psicoterapeuta Gestalt, formatore esperto di bullismo e discriminazioni sugli stereotipi di oggi – e la dott.ssa Lara Vinciguerra – esperta  nel percorso di Educazione alle relazioni per contrastare il bullismo, trainer di comunicazione efficace e strategica, mediatrice di conflitti.

La dott.ssa Vinciguerra ha seguito i ragazzi in questo percorso ed ha raccontato ai microfoni de lanotiziaweb.it  la storia di questo progetto e le sue sensazioni al suo termine: “Per 30 ore ho incontrato i ragazzi dello scientifico e del tecnologico per affrontare la tematica del bullismo non da un punto di vista teorico ma esperienziale: i ragazzi hanno lavorato sulle loro abilità comunicativo-relazionali ed hanno imparato cosa vuol dire agire da bullo o subire. E’ stata una grande valore formativo che mi auguro si possa replicare in futuro”. 

Un’esperienza formativa non solo per i ragazzi ma anche per un’esperta, come la dott.ssa Vinciguerra: “Attraverso i ragazzi ho imparato che loro hanno bisogno di essere ascoltati, e che quando li si presta ascolto si scopre che hanno bisogno di raccontare un mondo che troppo spesso rappresentiamo in modo scorretto e distorto. Ascoltarli mi ha dato la possibilità di averne un’immagine nuova e di poter parlare di adolescenze e non di un’unica adolescenza”. 

L’auspicio della dott.ssa Vinciguerra, che “A loro sia rimasta quella piccola quantità di conoscenza che noi portiamo via da ogni esperienza che facciamo e che possano diventare promotori di comportamenti sociali sani, improntati al rispetto, al riconoscimento della diversità come valore”. 

Il prof. Dimitrio ha illustrato ai ragazzi, in termini scientifici e sociologici, cosa sono il fenomeno del bullismo e la discriminazione su tutti i livelli ed ha concluso il proprio intervento coinvolgendo tutti i presenti con un gioco di gruppo, volto a dimostrare come sia impossibile conoscere una persona in base all’apparenza e che ciò ci porta ad esprimere pregiudizi.

“La soluzione che propongo per il bullismo è che bisogna lavorare per creare delle reti sociali nelle classi – ha spiegato il dott. Dimitrio in esclusiva per lanotiziaweb.it -; bisogna ritornare ad avere un senso di comunità anche all’interno della classe: è bene che il ragazzo non si isoli quando c’è un problema e che la classe sia una società sulla quale poter contare”.

Lo psicologo ha inoltre dimostrato che anche fenomeni propri dell’età adulta come il mobbing – in ufficio – e il nonnismo – nelle caserme, sono del tutto assimilabili al bullismo: “La tematica del bullismo sottende il desiderio di prevaricazione sugli altri: uno sfogo del proprio malessere che si riversa nel gruppo in cui la persona vive che non è solo la scuola, ma anche l’ambiente lavorativo, una caserma o la parrocchia. Ci deve essere un discorso volto all’educare a stare insieme”.

Secondo il prof. Dimitrio, i giovani d’oggi sono più esposti al rischio di subire atti di bullismo rispetto alle generazioni precedenti a causa dei social network: “Internet crea delle reti di scambio di informazione molto utili che tuttavia sono virtuali; ed è proprio questo che fa sentire i ragazzi deresponsabilizzati rispetto alle loro azioni. Non riesco a capire, ad esempio, come si possa creare un account facebook anonimo per fare delle invettive contro una persona”.

Il fatto che persino la tecnologia possa essere uno strumento di bullismo fa riemergere la questione su come una società progredita come la nostra possa ancora vivere situazioni di discriminazione che, almeno in teoria dovrebbero appartenere al passato: “La causa di ciò è che fino ad ora non si è preso cura di debellare certi stereotipi, ed è mio intento, assieme ai miei colleghi al Ministero della Pubblica Istruzione ed altre realtà che si sono interessate del bullismo, di contrastare questo aspetto. La nostra società ha avuto l’arricchimento ed il comfort ma ha perso l’arte di stare insieme”. 

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  • Gino Lopane

    L’essere umano é pari pari alla belva della giungla!!!! Il branco si sente forte solo davanti al più piccolo, solo in tanti contro uno, solo se sicuri della schiacciante disparità in loro favore. Solo con punizioni esemplari si potrà venirne a capo, le chiacchiere se le porta il vento.