Mercoledì 10 maggio, alle ore 18, è stato l’inaugurato in via Giuseppe Galliani n.21 lo Sportello per l’Integrazione Socio-Sanitaria Culturale degli Immigrati intitolato a Stefano Fumarulo, dirigente regionale alla Sezione Antimafia sociale e migrazioni scomparso prematuramente lo scorso 12 aprile all’età di soli 38 anni, a cui, nel suo immenso impegno nella lotta alla mafia ed al caporalato, va riconosciuto il merito dello smantellamento del “gran ghetto” di Rignano Garganico. Alla cerimonia di inaugurazione presenti il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il Sindaco Franco Metta, il Vice sindaco ed Assessore alle Politiche Sociali Rino Pezzano, il Vescovo della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano Mons. Luigi Renna ed i familiari di Stefano che hanno tagliato il nastro e scoperto la targa che intitola la struttura al loro congiunto.

L’istituzione di questo sportello è l’occasione in cui, come ha dichiarato Mons Renna «il volontariato passa il testimone alle Istituzioni» che prenderanno in mano la situazione «nella battaglia iniziata da Stefano Fumarulo per vincere la sfida dell’integrazione», supportando ancora di più l’operato di tutte quelle realtà di volontariato che si sono occupate di accoglienza ed integrazione nel nostro territorio. Il Presidente Emiliano ha voluto, con grande commozione, ricordare Stefano Fumarulo come «un vero servitore dello Stato ed uno scienziato sociale». «Tutto questo per noi rappresenta un impegno per il futuro che pretende di portare avanti le grandissime intuizioni scientifiche di Stefano – ha dichiarato Emiliano – . Sappiamo che la perdita è irrimediabile ma abbiamo il dovere di ripartire e Cerignola ha avuto sempre questa capacità poiché si dispone in modo intelligente all’accoglienza degli ultimi, come insegna il vostro concittadino Giuseppe Di Vittorio».

Come ha dichiarato in esclusiva per lanotiziaweb.it, Emiliano ritiene che strutture come quelle inaugurate a Cerignola siano indispensabili «per integrare i migranti nella comunità, cercando di non frustrare le loro aspettative ma anche per non dare l’impressione che la loro presenza sia un di più». Questo aspetto, sottolinea il presidente della regione, è molto importante per la città di Cerignola «per cui, senza i lavoratori migranti, l’agricoltura sarebbe impossibile». Ai nostri microfoni, il Governatore ha sottolineato come l’istituzione dello sportello non debba essere considerata una risposta politica ai populismi che vedono nel fenomeno migratorio una minaccia: «Stefano ha insegnato a tutti noi a lavorare e risolvere i problemi anche più difficili in silenzio, senza servirsi della politica per la propria carriera poiché la politica è un servizio che si rende al prossimo».

L’auspicio del Sindaco Franco Metta è che «si confermi la vocazione al nostro territorio all’accoglienza – come ha dichiarato in esclusiva per lanotiziaweb.it –. E’ garantito che questo sportello sia un modello da esportare nel resto della regione ed è il senso che ha voluto dare il Presidente Emiliano con la sua presenza. Cerignola ancora una volta si è dimostrata all’avanguardia in questo settore: c’è ed esiste un grande fermento nella nostra città».

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Al termine della cerimonia di inaugurazione, presso le Officine Fornari si è tenuto un convegno, nel quale si è voluto fare memoria di Stefano Fumarulo presentando quelle realtà che si occupano di accoglienza ed integrazione nel nostro territorio. Oltre ai già presenti Emiliano e Metta, sono intervenuti il responsabile dello sportello Marcello Colopi, Don Claudio Barboni – direttore della “Fondazione Migrantes” e della ONLUS “San Giuseppe” – e Mbaye Nidiaye – collaboratore di Stefano, con cui ha fondato “CASA Sankara” – Associazione “Ghetto Out” – il quale, nel suo toccante discorso, è riuscito a raccontare meglio di tutti chi era Stefano Fumarulo e l’importanza del suo operato: «Uomo per uomo ha tolto carne alla mafia. Era un visionario che aveva capito che l’unica strada per colpire il caporalato era rendere protagonisti gli immigrati».

Ad apertura del convegno è stato proiettato un brevissimo omaggio a Stefano; lo scorrere delle immagini era accompagnato da “The Show Must Go On” dei Queen, quasi volesse essere un invito a tutti noi di raccogliere il testimone che Stefano ci ha lasciato; un testimone troppo pesante per essere raccolto da una persona sola. Soltanto una piena collaborazione tra le Istituzioni e tutte le realtà che si impegnano nell’antimafia sociale potrà dare degno seguito all’operato di Stefano e permettere alla nostra comunità di essere padrona del nostro territorio. Per rimanere in tema e citare una celebre canzone dei Pink Floyd: “Together We Stand, Divided We Fall”.