Si è svolto nella serata di giovedì 11 maggio il secondo appuntamento della rassegna «Abitare il Giardino con i libri», presso il Salone “Giovanni Paolo II” della Curia Vescovile di Cerignola, promossa dal MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale). Il secondo libro ad esser stato presentato è «Bambini a perdere-Scomparse, violenze e mercato dei corpi» del giornalista Gianni Lannes – esperto in traffico di esseri umani, armi e rifiuti pericolosi – ed edito da Pellegrini.

L’incontro con l’autore, moderato dall’avvocato Annamaria Mirra, ha sottoposto all’attenzione di un nutrito ed attento uditorio alcuni dati allarmanti circa le più dolorose e vergognose piaghe della società contemporanea, ossia la pedofilia, l’espianto ed il traffico d’organi. «Non voglio spaventare nessuno, non voglio fare sensazionalismo – esordisce il giornalista freelance – ma c’è indifferenza da parte delle Istituzioni, alcune volte anche quelle giudiziarie, oltre che di tutti noi. Dei bambini non si butta via niente: un neonato si può comprare con 50.000 euro!». L’inchiesta di Gianni Lannes si basa su dati incontrovertibili, uno dei quali riguarda il fatto che l’Italia non abbia ancora ratificato la Convenzione Europea sul traffico d’organi del 27 marzo 2015, ma non solo: «Alcuni nostri parlamentari hanno presentato al Governo un’interrogazione a cui non c’è stata alcuna risposta. Eppure si tratta di un tema così delicato». Alla scomparsa dei minori si associa il fenomeno inquietante dell’espianto di organi umani: «Proprio pochi giorni fa sono stati resi noti i dati ufficiali sui trapianti in Italia: ci sono 2800 “donatori” che non si sa chi siano. Nel Nord Italia esistono cliniche private dove da decenni si effettuano impunemente espianti».

Il dottor Lannes fa poi riferimento ad un’altra pagina nera del passato del nostro Paese: «Secondo i dati del Ministero dell’Interno, alla fine degli anni ’80 c’è stata un’elevata scomparsa di bambini in Italia. A spiegarci cos’avvenne in quegli anni fu, pubblicamente a Strasburgo, nel settembre del 1993, l’europarlamentare francese Leon Schwartzenberg, un oncologo di fama mondiale. Egli presentò un dossier, che poi divenne risoluzione votata all’unanimità, che accusava l’Italia di aver fatto sparire con una finta adozione internazionale 3000 bambini brasiliani, presi dal loro Paese e resi “pezzi di ricambio”, in Italia». Il dossier, davanti al quale il Governo italiano non seppe fornire una riposta convincente, condusse a delle conseguenze: «Il Governo brasiliano sospese le adozioni con l’Italia. Due magistrati italiani – prosegue Lannes – partirono per il Brasile e scoprirono che di mezzo c’era la Camorra. La denuncia è del ’93 ma i fatti risalgono al 1988». L’autore, continuando a denunciare quanto questi temi legati alla difesa della vita non trovino spazio nella nostra agenda pubblica, sottolinea un altro dato inquietante: «Dal 2015, nel nostro Bel Paese, sono scomparsi più di 12000 minori. Nello stesso periodo, l’Italia non ha identificato ben 63.000 persone, il 40% dei quali minori».

A questo punto vi è l’intervento dell’avvocato Mirra, che diventa spunto per un’altra riflessione: «Il ‘900 si è caratterizzato per essere stato generoso nella produzione di normative, dichiarazioni, convenzioni, di testi di carattere nazionale ed internazionale che hanno contribuito a dare importanza alla figura del minore. La pedofilia e la pedopornografia sono cancri che ammorbano la nostra società. Eppure – continua l’avvocato – queste gravi condotte quasi non c’impressionano più. Spesso questi reati si consumano in contesti familiari. Mi chiedo, considerando che il bambino è l’uomo del domani, dove sta andando il mondo? Come li difendiamo i nostri minori?». «Questa è una società il cui pane quotidiano è la violenza, quella che tracima negli schermi televisivi, quella nascosta fra le mura domestiche – asserisce il giornalista –. Non ho una ricetta, non sono un politico, ma so che la politica è mettersi al servizio per il bene comune. Credo che la cosa più importante sia l’educazione, non la repressione». Infine, il sentito appello dello scrittore: «Bisogna combattere innanzitutto il razzismo e lo si fa attraverso la conoscenza dei fenomeni. A qualsiasi problema c’è una soluzione, che deve passare attraverso le coscienze personali e collettive».

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Quest’incontro, attraverso l’illustrazione di diversi agghiaccianti dati fattuali su tematiche tanto delicate quanto oscure, ha messo al centro del dibattito anche il tema del ruolo del giornalismo, il quarto potere che deve vigilare sul potere, talune volte però finito fra le grinfie di quello economico. Quello stesso potere economico che muove i fili dei loschi meccanismi che Gianni Lannes spiega nel suo documentatissimo libro-inchiesta, nella cui introduzione afferma: «Occorre accendere i riflettori: è un dovere civile ineludibile. Quando i minori sono vittime di barbarie, nulla al mondo può giustificare l’occultamento dell’infernale quotidianità». Il prossimo appuntamento di «Abitare il Giardino con i libri» è fissato per martedì 16 maggio, ore 20. Ad essere presentato sarà «Santa Maria Maddalena de’ Pazzi. Il campanuzzo di Dio», della professoressa Chiara Vasciaveo.